Il Tirreno

Massa, in 300 alla “Leopoldina” di Giacomo Bugliani

di Manuela D'Angelo
Massa, in 300 alla “Leopoldina” di Giacomo Bugliani

Verso le regionali: il consigliere presenta il suo programma in pieno stile renziano, “benedetto” dalla Saccardi. Ma i vertici del Pd non ci sono

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MASSA. Almeno 300 persone riunite alla ex Comasca di Ronchi la sera di martedì grasso, per inaugurare il “Cantiere delle idee”, ovvero la piattaforma su cui costruire, assieme al consigliere comunale e candidato in pectore alle Regionali Giacomo Bugliani il programma elettorale per le prossime elezioni regionali.

Dieci temi da trattare alla presenza della vice presidente della regione Toscana la renzianissima Stefania Saccardi: lavoro, dissesto idrogeologico, sanità, scuola, impresa, sociale, politiche giovanili, università, infrastrutture e agricoltura; dieci bersagli, realmente costruiti in paglia, in cui fare centro, per usare un linguaggio caro al leader del Pd Matteo Renzi; un timer a scandire gli interventi dei cittadini, citazioni di Albert Einstein, Martin Luther King, Maria Teresa di Calcutta, Einaudi e Pericle, ed ecco servita una ‘leopoldina’ in chiave apuana.

Bugliani, camicia azzurra, senza cravatta, auricolare e microfonino, introduce i lavori davanti ad un folto pubblico, chiamato al cambiamento: non passa inosservato l’ex sindaco di Massa Roberto Pucci e neanche l’attuale primo cittadino Alessandro Volpi che si posiziona in prima fila; c’è quasi tutta la 28 aprile, molti consiglieri comunali degli Arancioni, Fabrizio Brizzi, che in molti vedono sempre più vicino al Pd e Gabriella Gabrielli; ci sono i fedelissimi di Volpi, i consiglieri Alessandro Balloni e Luca Anghelè e anche Ruggero Porta, tra i fondatori di Massa Lab. Il Pd “ufficiale”, quello nno c’è: non il segretario comunale Adriano Tongiani, non quello provinciale Cesare Leri. C’è soltanto Stefano Alberti, consigliere comunale di provenienza Ds. Poi ci sono Simone Ortori e la sua associazione Articolo Primo e Marco Andreani, ex presidente del consiglio comunale di Massa Udc; ci sono medici, insegnanti, studenti, imprenditori: il presidente degli industriali Giuseppe Baccioli, rappresentanze della Cisl e della Cgil, come Michele Folloni, segretario provinciale della Fiom e Alessio Castelli ex rsu Eaton per la Fiom. Un caleidoscopico parterre, pronto, sembrerebbe, a mettersi in gioco.

«Sono qui per metterci la faccia- dice Bugliani- mentre il mio partito a livello locale mi dice che non dovrei candidarmi alle regionali; è finito il tempo dei giovani che aspettano di ricevere il permesso per fare cose; non aspetterò il mio turno, il momento è questo». Cinque minuti ognuno per dire alla Toscana cosa dovrebbe fare per la provincia apuana: di sanità parla il dottor Bruno Murzi, che è un ciclone di idee e di aspettative in vista del nuovo ospedale unico; di lavoro e disoccupazione parla l’ex operaio Eaton Castelli; a rappresentare la piccola imprenditoria, quella che più soffre la crisi, Margherita Dogliani titolare dello storico Biscottificio Piemonte, Emanuele Bertocchi discute di politiche agricole e degli errori fatti proprio dalla Toscana rispetto alla realtà apuana e così via fino alla mezzanotte.

Poi tocca alla vice presidente della Regione Stefania Saccardi, che non entra nel merito delle ‘candidature negate’, «non decido io» dice, ma non ha dubbi e in un certo senso ‘battezza’ la leopoldina di Bugliani: «È questo il Pd che mi piace- dice-; è questa una iniziativa intelligente; il cantiere delle idee testimonia che c’è ancora voglia di intervenire nella politica, di dire cosa ci piacerebbe, come vorremmo fosse la Toscana nei confronti del nostro territorio, perché la politica ha un solo compito semplice: individuare un problema e poi risolverlo. Se saremo bravi, tutti insieme, e avremo ancora passione per la politica, ci riusciremo».

 

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