Il Tirreno

Campo golf da 18 buche si avvicina il via ai lavori

Campo golf da 18 buche si avvicina il via ai lavori

Il progetto faraonico di Barani attende la valutazione di impatto ambientale Dal Comune di Villafranca trapela una data: in aprile l’apertura dei cantieri

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VILLAFRANCA. Campo da golf, in aprile il via ai lavori. Questa data, pur essendo ufficiosa, trapela dagli ambienti comunali e riporta luce su un progetto annoso che ogni tanto riemerge.

L’idea di un campo da golf a 18 buche, in grado di attirare turismo sportivo, oltrechè rilanciare, anche a livello economico, la piccola cittadina lunigianese, parte da lontano. Ci aveva già provato Lucio Barani nell’ormai distante 2007, coinvolgendo un imprenditore norvegese, Lars Saether, manager di Toscana Holding srl, società che doveva realizzare la struttura ludica e l’agglomerato urbano che avrebbe dovuto sorgere intorno a questa.

Il progetto avrebbe dovuto fare sorgere, oltre alle 18 buche, un totale di 250 appartamenti oltre a un agriturismo e un hotel. L’intera progettualità si sarebbe realizzata su 63 ettari, con confini molto prossimi a quelli attuali, con una superficie di 30.000 metri quadrati dei quali 10.000 edificabili. Grande è stato il rilancio mediatico del progetto, grazie allo sfarzo e all’ambizione con cui venne presentato. Si parlò di opportunità unica e ineccepibile per Villafranca che avrebbe beneficiato di un polo d’attrazione turistico di grande rilevanza con impatti certi sul Pil interno, con una ricaduta occupazionale vasta. Insomma benefici a pioggia che però svanirono al momento della loro creazione, lasciando gli ex amministratori a becco asciutto quando l’investitore, che avrebbe anche voluto fare sorgere una struttura gemella ad Aulla, passò la mano.

Veniamo al presente. Il tempo passa, cambiano gli attori della vicenda, ma il personaggio principale rimane sempre lui: il golf. Anche l’area di provenienza degli imprenditori pare essere quasi la stessa, il Nord Europa, cambia la nazionalità di coloro che prendono in mano le redini di questo sogno. Una società svedese tra le più importanti del paese, basti pensare che possiede, per intero, una delle vie principali di Oslo, ha concretizzato il sogno che giaceva nel cassetto. L’investimento iniziale da 8 milioni è servito per acquisire la proprietà dei terreni, poi è iniziato il viaggio nella burocrazia italiana per suggellare la loro intenzione.

Secondo il progetto che è stato presentato, sarà un investimento senza precedenti. Con i suoi 130 milioni di euro non è paragonabile con nessun altro nel passato e sicuramente anche per il futuro pochi saranno in grado di eguagliarlo. Attualmente la progettazione dell’impianto è ultimata, con la firma di Nick Faldo, ex campione di fama internazionale, passato dal green all’ideazione dei terreni di gioco. Nel corso di questi mesi, assidui e costanti sono stati i contatti e gli incontri tra i tecnici della Regione e quelli dell’impresa che hanno sviluppato, in concerto, la stesura della progettazione. Molti erano i punti da limare in primis la relazione di impatto ambientale e la correzione di alcuni accorgimenti affinchè tutto potesse essere contestualizzato all’interno dell’area rurale di Villafranca adattandosi alle norme del piano paesaggistico attualmente adottato dalla regione.

L’ultimo adeguamento ha avuto luogo un mese fa e i tecnici regionali dissero che un responso ci sarebbe stato in tempi brevi.

Cristiano Borghini

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