Il Tirreno

Al night con l'auto di servizio, comandate dei vigili del fuoco a processo

Anche tremila telefonate a spese del Ministero: nei guai per peculato è finito il comandate della Spezia

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LA SPEZIA. Il comandante dei vigili del fuoco della Spezia - tra l’agosto del 2011 e il maggio 2013 - era assiduo frequentatore di un night posto al confine fra la provincia ligure e quella di Massa Carrara. E, secondo l’accusa, raggiungeva il locale notturno con l’auto di servizio e effettuava le chiamate personali con il cellulare che aveva in dotazione per motivi di lavoro, scaricando il costo nelle casse dell’amministrazione. Per il reato di peculato è stato rinviato a giudizio Gaspare Fundarò, 63 anni, originario di Catania, dal marzo 2011 insediato al Comando dei vigili del fuoco della Spezia. Lo ha deciso il gup Diana Perazzo, su richiesta del pm Tiziana Lottini che ha tirato le fila dell’indagine svolta dai poliziotti del Commissariato di Carrara. L’innesco fu casuale.

I poliziotti impegnati in un sopralluogo nei pressi della discoteca-night: notarono un’Alfa 156 con targa dei vigili del fuoco nel parcheggio. Qualche giorno dopo, in un altro sopralluogo, e di nuovo l’auto di servizio.

. E segnalarono il sospetto alla Procura della Repubblica della Spezia. Aperto il fascicolo per peculato: di qui l’ordine di acquisizone dei tabulati telepass e telefonici. Sono 335 i viaggi effettuati dall’agosto del 2011 al maggio del 2013. Costo complessivo del pedaggio: 993 euro, costo del carburante: 986 euro. L’ammontare del primo peculato contestato. C’è poi quello per l’uso del cellulare, senza preventiva digitazione del 4146 per l’abbedito personale: 2000 telefonate, dal settembre 2012 al lulgio 2013, ad un solito numero, quello di una ragazza marocchina che lavorava nel locale, 70 ad altre giovani donne straniere e 986 ai familiari: un costo, per l’amministrazione, di 1.023 euro. La procura della Corte dei Conti ha avviato un procedimento parallelo per danno erariale. L’amministrazione del Ministero dell’Interno un procedimento disciplinare. Ieri il rinvio a giudizio. Udienza fissata il 13 maggio.

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