Sicurezza
Sversamenti liquami: il depuratore è nuovo «ma nato vecchio»
MASSA. Un impianto nuovo ma non “al passo con i tempi”. Il depuratore Ex Cersam, costato 8,5 milioni di euro, inaugurato a dicembre risulta già obsoleto. Due i problemi che sembra non riuscire a...
MASSA. Un impianto nuovo ma non “al passo con i tempi”. Il depuratore Ex Cersam, costato 8,5 milioni di euro, inaugurato a dicembre risulta già obsoleto.
Due i problemi che sembra non riuscire a gestire e a causa dei quali si sono contati, nell'arco di 8 giorni, due guasti e uno sversamento di liquami. Da una parte c'è lo smaltimento dei fanghi, che, in poche parole, (in alcuni periodi dell'anno) non si sa dove portare, si accumulano e provocano guasti (cinghie, filtri di depurazione e via dicendo). Dall'altra c'è la portata delle acque in caso di piogge abbondanti (che sono sempre più frequenti): l'impianto non la regge e la scarica non depurata.
La cosa “buffa” è che, come ha spiegato ieri Daniele Franceschini, dirigente servizio fognatura e depurazione di Gaia, durante la commissione comunale ambiente, «quanto accaduto ieri (domenica, ndr.) non è un’anomalia del funzionamento dell'impianto: è infatti normale – ha detto - che in condizioni di pioggia intensa venga azionato lo scaricatore di piena per proteggere l'impianto stesso da un flusso eccessivo di acqua in ingresso». Normale routine insomma. Lo permette anche una legge regionale. In altre parole: quando l'impianto riceve una portata d'acqua eccessiva, attiva il bypass e scarica quella in eccesso «dopo averla comunque sottoposta a trattamenti primari di grigliatura per eliminare gli inquinanti grossolani».
Ma da dove viene tutta questa acqua in eccesso? Le ragioni principali sono gli scarichi, impropri o abusivi, di acque bianche in rete nera e l'inadeguatezza delle rete fognaria. «Molte di queste – spiega il dirigente - presentano rotture e discontinuità che costituiscono punti di ingresso, spesso massiccio, di acque bianche in rete nera, ciò che accade ogni qualvolta la falda si alza al di sopra delle condotte, e il fenomeno quasi sempre si protrae oltre la durata pura e semplice dell’evento di pioggia». La domanda a questo punto è: perché, se si conosceva già la natura della rete fognaria locale, l'impianto è stato progettato così?«E' nuovo e non ha tenuto conto della portata», ha fatto notare la consigliera del M5s, Luana Mencarelli in commissione.«L'impianto non è così nuovo – risponde Franceschini – è stato progettato dieci anni fa e in questi anni le piogge abbondanti sono diventate più frequenti.I rimedi purtroppo sono lunghi e onerosi». Passi il primo punto, però, ne rimane un altro: quello appunto dello smaltimento dei fanghi, considerati a tutti gli effetti rifiuti speciali. Possono essere usati come emendanti agricoli o smaltiti in siti appositi. Succede però che, d'inverno, c'è il divieto di spandimento (cioè non possono essere sparsi nei terreni) e che spesso le strade siano ghiacciate e i camion non possano raggiungere i siti per lo stoccaggio (che è quanto accaduto nelle settimane scorse). Così i fanghi rimangono nella vasca e provocano guasti, che a loro volta provocano sversamenti. E anche in questo caso le soluzioni sembrano lontane. «Gaia insieme agli altri gestori toscani – spiega Franceschini -aveva chiesto dei finanziamenti alla Regione per un gassificatore, ma c'è stata respinta. Per il momento non abbiamo soluzioni». Tuttavia Gaia precisare che non ci sono problemi per la balneabilità: il depuratore Lavello 2 non scarica infatti in zone dedicate alla balneazione. (m.c.)
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