Sicurezza
Gignago, il borgo rinato in Lunigiana adesso rischia l’abbandono
La strada comunale frana, illuminazione, rete idrica e parcheggi mai completati. Difficili anche i rifornimenti per il riscaldamento. E il buen retiro diventa un incubo
FOSDINOVO. Gignago è un borgo minuscolo sulle colline fosdinovesi, Colline del sole. Oliveti, boschi, aria pulita e tranquillità. Un piccolo paradiso a pochi chilometri dal mare e dalla “civiltà”, scelto da decine di famiglie e single, di Carrara, Massa, ma anche di fuori zona come buen retiro per le vacanze o come scelta di vita. Ma da esempio di “rinascita intelligente” di un paese abbandonato, Gignago si è trasformato in un incubo per chi ci vive. Un esempio, uno dei tanti, di come l’intesa tra pubblico e privato sia troppo spesso molto a favore del privato e poco del pubblico.
Nato nel 1700, abbandonato progressivamente, Gignago è stato letteralmente ricostruito con l’operazione “Stil Nuovo”, nome evocativo della società edilizio-immobiliare che ha ristrutturato casa per casa, vicolo per vicolo il paese. Un intervento di recupero ben fatto: le case in pietra sono solide e accoglienti, l’impatto sul paesaggio circostante è quello giusto. E gli acquirenti sono arrivati, ripopolando così questo gioiellino incastonato nei colli tra Apuane e Magra.
Peccato, però, che il piano di recupero del borgo, iniziato nel 2004, non sia mai stato completato. L’impianto fognario è carente, la illuminazione pubblica è scarsa, i parcheggi non sono mai stati finiti, le stradine di servizio sono già piene di buche e difetti. La parte dei “servizi”, insomma è ampiamente carente. E gli abitanti del borgo protestano: nei giorni scorsi hanno incontrato la sindaca di Fosdinovo Camilla Bianchi per chiedere conto di tutte queste carenze, mentre stanno preparando una lettera-esposto in cui elencano tutte le magagne del borgo. «Hanno rifatto le case, ma tutto quello che serve per vivere il paese non c’è», dicono in sostanza i residenti: 20-25 famiglie tra quelle che vivono tutto l’anno a Gignago e quelle che lo frequentano per periodi di vacanze. In altre parole, come spesso accade nelle convenzioni tra Comuni e privati: il privato realizza il suo obiettivo di vendere gli immobili, ma il Comune fatica a ottenere, in cambio, la realizzazione di opere pubbliche a favore della collettività. E a pagarne le conseguenze è, appunto, la collettività
Ma non è solo questo. C’è il problema della strada comunale che frana. Via Giano, che dal “Selvatico” sale verso il paese, è interessata da un cedimento di notevoli proporzioni: la sede stradale ha ceduto verso valle, già 5 anni fa ci furono i problemi e da allora solo interventi tampone. Tanto che oggi la strada è di nuovo transennata, si passa a fatica, c’è un cartello divieto di accesso e solo grazie all’intervento di una ruspa che ha allargato la carreggiata sbancando la collina a monte, si riesce a passare.
Reinhold Kohl, fotografo e musicista carrarese che abita a Gignago non si trattiene: «Come fa il Comune di Fosdinovo ad approvare un Piano di Recupero riguardante la ricostruzione del borgo, senza mettere in sicurezza la via comunale che parte da Caprognano per raggiungere il paese? Questo è veramente vergognoso! In questi 10 anni il Comune non ha mai fatto nulla in merito, a parte alcuni interventi d'emergenza nonostante le nostre ripetute richieste e segnalazioni. Oggi dopo 11 anni dall'approvazione del Piano di recupero ci troviamo ancora con la via Gignago senza illuminazione, senza guard-rail e non percorribile a causa delle frane prevedibili, vista l'assoluta mancanza di lavori per la messa in sicurezza della zona».
Non si trattengono neanche gli altri “gignaghesi”, che nell’incontro con la sindaca hanno sfogato tutte la loro preoccupazione e rabbia per i disagi. Senza avere, peraltro, risposte tranquillizzanti: il Comune di Fosdinovo i soldi per rimettere in sesto la strada non li ha. “Chiederemo un anticipo sul fondo di rotazione della Protezione civile per velocizzare l’intervento”, ha riferito la sindaca agli abitanti.
Vivere a Gignago, così, è diventata una sofferenza. I residenti, in caso di chiusura della strada devono percorrere circa 1,5 km a piedi, magari con i sacchetti della spesa, senza illuminazione, senza guard-rail. La Lunigas non ha la possibilità di fare rifornimento ai “bomboloni” del metano per il riscaldamento; anche il recapito della posta è un problema. Qualcuno pensa già a vendere e ad andarsene, altri aspettano tempi migliori e intanto stanno nelle loro prime case Insomma c’è il rischio reale che Gignago torni al passato: abbandonato e in rovina.
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