Il dolore
Crollo: lavori per sigillare l’argine
Resta il sequestro, ma la Procura consente alla Provincia di completare l’opera
CARRARA. La Procura di Massa, pur mantenendo sotto sequestro il punto del Carrione in cui è avvenuto il 5 novembre 2014 il crollo di 113 metri di muro di argine, ad Avenza, ha consentito alla Provincia di effettuare i lavori di completamento della messa in sicurezza nella zona.
Infatti, dopo il crollo, sono state eseguite opere di emergenza: dalla scogliera alla palificazione metallica. Ma era rimasto un punto da cernierare fra i pali e il muro.
Per sicurezza era stata installata anche una pompa idraulica, contro il rischio che in caso di piene fuoriuscisse acqua.
Ora la consulenza della Procura ha dato l’ok il 9 febbraio scorso per l’esecuzione dei lavori. E la Procura ha emesso il decreto il 12 febbraio.
La Provincia ha ricevuto il via libera e già da venerdì scorso, conferma il responsabile del settore difesa del Suolo Gianluca Barbieri, sono stati avviati gli interventi: si tratta di cernierare la distanza di mezzo metro fra il palancolato e il muro, nei pressi di via Pucciarelli.
Le opere di emergenza hanno garantito la tenuta dell’arginatura nuova, i pali di acciaio reggono alla pressione dell’acqua del fiume, ma ovviamente la sigillatura va completata. E verrà realizzata co calcestruzzo.
Mentre i tratto interessato dal crollo del 5 novembre scorso resta sotto sequestro, nell’ambito dell’indagine aperta dallo scorso novembre dalla magistratura e condotta dal procuratore capo dottor Aldo Giubilaro, che ha aperto anche un filone di indagine sui lavori fatti in passato alle arginature: per cui ora ci sono 5 chilometri di argini sotto sequestro. (c.car.)
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