Finanza
Conto corrente con l’amico A processo
MASSA. Quando ci sono quarantamila euro di mezzo è difficile far capire alle altre persone che cos’è l’amicizia. Se ne è accorto Mario Ricci, un sessantenne di Bolano. L’uomo di trova imputato in un...
MASSA. Quando ci sono quarantamila euro di mezzo è difficile far capire alle altre persone che cos’è l’amicizia. Se ne è accorto Mario Ricci, un sessantenne di Bolano. L’uomo di trova imputato in un processo per appropriazione indebita. I parenti dell’amico Adriano lo hanno denunciato per aver alleggerito il conto corrente del congiunto. Conto però che i due avevano cointestato perché Adriano, nel frattempo deceduto, si fidava soltanto di Mario, visto che soltanto lui lo accudiva e risolveva ogni suo problema.
I due amici avevano deciso di avere un conto corrente insioeme, anche perché Adriano non aveva più rapporti con la sua famiglia. Mario aveva accettato, anche perché pure lui versava dei soldi. Un giorno Adriano però soffoca con un boccone di carne che gli va di traverso: l’ossigeno non arriva al cervello e i danni sono tali che dopo qualche settimana muore. Al suo capezzale c’erano Mario e una badante.
Dopo il funerale i parenti però hanno chiesto parte della eredità, in particolare quei soldi che l’uomo aveva in banca. E quando hanno scoperto che era cointestato e soprattutto era stato alleggerito di quarantamila euro hanno sospettato si trattasse di un furto. Ricci così si è trovato indagato e rinviato a giudizio. Ieri un testimone della difesa ha raccontato quale era il rapporto tra i due: «Io accanto ad Adriano ho sempre visto Mario, i parenti invece non andavano mai a trovarlo».
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