Il Tirreno

Tariffe dell’acqua, il consiglio punta l’indice su Gaia

di Riccardo Sordi
Tariffe dell’acqua, il consiglio punta l’indice su Gaia

Il direttore Peruzzi ha spiegato in aula a Pontremoli le dinamiche sui costi e sugli investimenti della società

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PONTREMOLI. Gaia, bollette, tariffe e… polemiche. Il dibattito che si è svolto venerdì sera in un consiglio comunale aperto nelle stanze del teatro della Rosa è stato molto acceso apporfittando anche della presenza del direttore di Gaia Paolo Peruzzi.

Al centro del dibattito la richiesta di chiarimenti sugli aumenti nelle bollette considerati ingiustificati da quando ad Azga Nord è subentrata nella gestione degli acquedotti pontremolesi (luglio 2013) Gaia Spa. Un consiglio che si è aperto con una lunga riflessione da parte del capogruppo Rolando Scatena (firmatario assieme ai consiglieri Pd Mazzoni e Cozzalupi della richiesta del consiglio straordinario) che ha provato anche a fare un excursus delle vicende che hanno preceduto l’arrivo di Gaia a Pontremoli ricordando come Azga Nord (la società misto pubblico privata, 51% il Comune di Pontremoli il 49% la ditta Acea di Roma,che ha gestito il servizio a Pontremoli dalla metà degli anni ’80 fino, appunto, al luglio 2013) ha chiuso i battenti per il suo fallimento con un debito di un milione e 600 mila euro.

«E questi soldi sono – si è chiesto polemicamente Scatena – sono stati restituiti tramite aggravi sulle bollette dei cittadini?». E Scatena imputa poi all’amministrazione “che si è sempre vantata di combattere il ‘carrozzone’ Gaia” di non aver cercato un’alternativa reale al confluimento in quella società e di non aver poi vigilato sulla questione delle bollette con un confronto serie con l’azienda “imponendo, ad esempio, il blocco tariffario di tre anni con le bollette praticate da Azga”. Sulla questione del debito pregresso di Azga Nord categorica è stata la risposta del capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri, «i cittadini pontremolesi non hanno tirato fuori un euro per saldare quel debito».

Infatti la società era a capitale protetto, con gli azionisti che rischiavano “solo” il loro fondo sociale. Per il Comune di Pontremoli una cifra pari a circa 110 mila euro, già ampiamente versata nel corso degli anni. La possibilità di recupero dei crediti per Acea stava tutta, quindi, nella fase di liquidazione, anche se la società ha postergato (quando uno o più creditori permettono che il loro debito sia saldato solo dopo l’integrale soddisfazione degli altri debitori) il proprio debito. Per quando concerne la possibilità di evitare l’ingresso in Gaia Ferri è lapidario “abbiamo provato con tutte le nostre forze. E le perplessità che avevamo su Gaia continuiamo ad averle ma non c’era, anche per i vincoli imposti dalla legge, alternative possibile all’affidamento del nostro acquedotto a Gaia”. Sulla questione delle tariffe e del loro aumento ha provato a rispondere il direttore Peruzzi che ha presentato una serie di grafici illustrativi, evidenziando come effettivamente vi sia stato un aumento dei costi in bolletta presentando i dati su un consumo da 130 metri cubi si passa da 172,04 a 219,47 nel 2013 e a 231,04 nel 2014. Ma che questo sia dovuto “al cambiamento della normativa. Anche Azga, fosse rimasta a gestire l’acquedotto pontremolese avrebbe dovuto applicare queste tariffe”. Dal dicembre 2013, infatti, l’Autorità per l’Energia Elettrica ha deliberato il nuovo sistema tariffario per il servizio idrico. Tra le novità principali, l’introduzione di un principio base: l’autosufficienza della gestione, che, come già indicato dall’Unione Europea, determina come criterio per la definizione delle tariffa la piena copertura dei costi. Un modo, sostiene Peruzzi, per fare anche investimenti e progetti di sviluppo e non limitarsi all’ordinaria amministrazione. Peruzzi ha poi ricordato che le tariffe dell’acqua sono decise dall’Autorità Idrica Toscana e non da Gaia.

In ogni caso quella applicata per metro cubo è « la terza tariffa più bassa della Toscana, a pochi centesimi da due società che hanno un bacino di utenza molto più esteso». Concetti che hanno convinto fino ad un certo punto i rappresentanti dell’opposizione, in particolare il capogruppo Pd Francesco Mazzoni ha evidenziato come agli utenti «balzi agli occhi questa inevitabile dicotomia. Da un lato l’aumento delle tariffe e dall’altro una società con spese per il suo gruppo dirigente, per le collaborazioni esterne, per il personale, che paiono decisamente spropositate. Ed il pensiero che le bollette servano a pagare questi sprechi per il normale cittadino è quasi normale».

Mazzoni ha poi segnalato problemi per l’autolettura e per la pretesa della società di imporre all’utente lo spostamento in area pubblica dei contatori. Sulla questione per la tariffa non residente (che triplica la bolletta) è intervenuto il consigliere Paolo Bissoli che ha chiesto alla società di sanare la situazione: « questa è una reltà composta da molti anziani e da persone, che, pur sbagliando, non ha segnalato come dovuto il fatto di essere residente. Credo però che l’azienda avrebbe dovuto segnalare più consona ed ora deve fare in modo di trovare un modo chiaro e comprensibile a tutti che cosa si deve fare per segnalare questo aspetto».

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