Sicurezza
«Finiremo sotto Pisa»: crescono i timori per l’accorpamento Asl
Al convegno Cisl sulla sanità emergono i ritardi in vista dell’ospedale unico. Dalle Case della salute alle Rsa
MASSA. C’è preoccupazione fra gli addetti ai lavori sul futuro della sanità. Fanno paura i tagli al sistema – 440 milioni di euro in Toscana, 10 milioni a Massa Carrara –, spaventano le sfide del nuovo modello di cure e assistenza che sarà introdotto con il nuovo ospedale “delle Apuane”. Un modello che in due parole significa: meno ricoveri in ospedale; più convalescenza e cure intermedie “sul territorio”. Il che vuol dire in strutture adeguate che ancora non ci sono o stanno nascendo, come le Case della Salute, le Residenze assistite, i distretti; o a casa. Ma i timori sono generati anche dalla rivoluzione annunciata dal governatore della Regione Enrico Rossi con la legge 77, che prevede la creazione di 3 macro Asl (oggi in Toscana sono 16) e 4 aziende universitarie che entreranno direttamente nella gestione della sanità. Insomma tanto è destinato a cambiare, e in tempi brevi, ma che si cambi in meglio pochi ci credono. Questo, almeno, è quanto è emerso nel convegno intitolato “Sanità territoriale, quale modello?”, organizzato dai Pensionati Cisl ieri mattina alle Stanze del teatro Guglielmi a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni e la direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis.
Andrea Figaia, segretario della Cisl Toscana Nord le ha messe in chiaro tutte queste preoccupazioni viste dalla prospettiva dei lavoratori: quei tagli si ripercuoteranno sui dipendenti, ci saranno esuberi e ci saranno quindi ripercussioni sui servizi ai cittadini.
Ernesto Manfredi, presidente della Casa di Riposo Ascoli ha messo in luce le carenze dell’assistenza per gli anziani nelle strutture assistite. Dove c’è un clamoroso sbilanciamento tra i quasi 600 posti esistenti in Lunigiana e i meno di cento sulla zona di costa., Manfredi è andato subito al sodo, proponendo il potenziamento della Ascoli con 10 posti letto in più «anche per l’accoglienza di coppie di anziani», l’acquisizione della Fondazione Pelù, l’integrazione eun analogo potenziamento della struttura di Carrara.
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Massa Carrara Carlo Manfredi ha parlato delle difficoltà del nuovo modello di “medicina di iniziativa” per cui i medici di famiglia non vanno dal paziente solo quando sono chiamati, ma sollecitano, coinvolgono i pazienti alla prevenzione all’educazione sanitaria. «Un cambio di paradigma che condividiamo – ha detto – ma che deve riuscire a marciare».
A Loris Rossetti, consigliere regionale del Pd, il compito di richiamare, sul piano politico alla «necessità» della razionalizzazione della spesa «se si vuole salvare la universalità del sistema sanitario».
La ex medico ed ex assessore Franca Leonardi, nel suo informatissimo intervento su quel che diventerà la sanità apuana, ha evocato un ritorno al passato «quando l’università di Pisa dettava legge sugli ospedali» come possibile effetto della riforma di Rossi.
È toccato quindi alla dg Maria Teresa De Lauretis cercare di rassicurare. Segnalando che l’Asl apuana non è più la “macchia” del modello sanitario toscano con il maxi buco da 4230 milioni, ma ha migliorato le sue performance. E ha ricordato che, ad esempio, l’obiettivo della riduzione dei giorni di degenza da 7-8 a 6-7 è in fase di raggiungimento, che gli accessi al Pronto soccorso che si traducono in ricoveri stanno diminuendo; che l’assistenza domiciliare funziona. «Certo – ha ammesso – ci sono ancora criticità – le Case della Salute a Massa e a Marina di Carrara non ci sono; le Rsa sono un problema. Ma i cambiamenti in arrivo non toccheranno la qualità della sanità apuana».(c.f.)
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