Il Tirreno

Alluvione, è al lavoro un pool di consulenti

La Procura assegna a diversi periti gli studi sui 5 chilometri di argine sequestrato Aldo Giubilaro: puntiamo a far presto per evitare il rischio prescrizione

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CARRARA. Cinque chilometri di argine sotto sequestro sono tanti, troppi perché possa studiarli un solo perito. Per farcela avrebbe bisogno di molto tempo e la Procura ha un obbiettivo: fare presto. Sulla breccia che lo scorso 5 novembre ha lasciato via libera al Carrione e causato l’allagamento di tutta Marina, gli inquirenti vogliono vederci chiaro a breve. Capire cosa abbia causato il crollo, evidenziare (eventuali) responsabilità e attribuirle. E per farlo allargano il campo visivo per includere chilometri di argini.

Ecco quindi che a puntare la lente di ingrandimento, dalla Foce a via Brigate Partigiane, a Nazzano, saranno più consulenti. Parola di Aldo Giubilaro, procuratore capo e titolare dell’inchiesta sull’alluvione. Sono otto i lotti sequestrati: dall’1 al 5 (da via Pucciarelli a via Covetta), il 7 (dal ponte ferroviario a via Giovan Pietro), il 9 e il 10 rispettivamente dal ponte Anas alla località Fiorino e da lì al ponte di via Brigate Partigiane. Chilometri, appunto, su cui studieranno più periti: «Siamo soddisfatti del lavoro dei consulenti già incaricati - è la premessa di Giubilaro - ma i lotti sequestrati sono tanti e vogliamo evitare tempi dilatati. Per questo abbiamo deciso di affidarci a più periti». Consulenti diversi a cui la Procura sottoporrà lo stesso quesito con lo scopo di creare un’omogeneità tra le relazioni, indispensabile se l’alluvione avesse un risvolto processuale. Quei documenti, infatti, diverrebbero la base d’appoggio per le tesi accusatorie. Gli inquirenti hanno mosso i primi passi dopo che sulla scrivania del procuratore è finita la relazione dei vigili del fuoco. Nel documento si evidenziano criticità sulle arginature e sulle opere per realizzarle o metterle in sicurezza: lotti distinti e distinte le ditte che vi hanno lavorato. Uno studio impegnativo, dunque, quello dei periti da cui potrebbe anche emergere - almeno in alcune porzioni d’argine - l’assenza di profili di illegittimità. «Adesso sta a noi - così sintetizza il procuratore - verificare se alle anomalie rilevate dai vigili del fuoco corrispondano ipotesi di reato, quindi, se così fosse, individuarne i responsabili». Passaggi necessari e preliminari ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Ecco, quindi, i provvedimenti di sequestro e l’assegnazione delle consulenze: «Il nostro scopo - ribadisce Giubilaro - è fare presto ed evitare il rischio prescrizione». Concetto chiaro: se all’inchiesta seguirà una vicenda processuale, quella vicenda deve concludersi (dal primo al terzo grado) prima che subentri la prescrizione. (C.S.)

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