Attenzione
«Per una raccomandata dovremo fare 40 km»
ZERI. «Chiediamo al presidente Renzi, per quale motivo si continuano a smantellare i servizi per i cittadini? La decisione di chiudere tanti uffici postali in territori disagiati è la folle...
ZERI. «Chiediamo al presidente Renzi, per quale motivo si continuano a smantellare i servizi per i cittadini? La decisione di chiudere tanti uffici postali in territori disagiati è la folle prosecuzione di un’opera di impoverimento del territorio montano che già è stato duramente colpito con troppi tagli nei servizi sanitari e nei trasporti pubblici. Folle perchè non si comprende che queste scelte sono alla base del dissesto idrogeologico che ha colpito la nostra nazione in questi anni».
È un fiume in piena il sindaco di Zeri Egidio Pedrini, da noi contattato al termine dell’incontro che si è avuto a Firenze con il presidente Enrico Rossi, in cui oltre un centinaio di sindaci (per la Lunigiana oltre al sindaco di Zeri erano presenti il sindaco di Aulla Silvia Magnani, di Comano Cesare Leri, di Fivizzano, Paolo Grassi, di Podenzana, Riccardo Varese e di Villafranca Pietro Cerutti) hanno manifestato la loro ferma contrarietà alla decisione di Poste Italiane che ha recentemente decretato la chiusura di ben 67 uffici postali nel territorio toscano; una scure che si abbatte anche sulla Lunigiana, colpendo gli uffici di Caprigliola e Serricciolo nel comune di Aulla, di Vinca a Fivizzano, di Montedivalli a Podenzana e di Filetto a Villafranca (una ulteriore chiusura in ambito provinciale è prevista per l’ufficio di Carnevara a Massa) mentre è prevista di dimezzare l’apertura da sei a tre giorni degli sportelli di Comano e Zeri.
«Mi è arrivata - racconta il primo cittadino zerasco – una raccomandata una settimana fa in cui veniva annunciata la riduzione del 50% dell’apertura dell’ufficio postale di Coloretta. Un danno per il nostro territorio gravissimo dopo che già si è provveduto negli anni passati (e Pedrini sottolinea come questo sia accaduto nella fase in cui non era più lui alla guida del comune lunigianese) alla chiusura dell’ufficio postale di Rossano”. Ed il primo cittadino rivendica la centralità di un territorio con circa 1100 residenti “ma che, grazie al turismo legato alla neve, al trekking, all’attrattiva dei funghi, conta sempre su di un bacino d’utenza superiore, attorno alle 2000 persone. Quindi stiamo parlando di un ufficio postale che serve una realtà viva e vitale. E fare questo, sulla pelle dei cittadini, e nel nome di un risparmio di poche migliaia di euro è davvero inaccetabile».
Pedrini ricorda inoltre come la complessa realtà zerasca fa sì che, se la chiusura andasse in porto, i cittadini sarebbero costretti a recarsi fino a Pontremoli «un viaggio che, per alcune frazioni del comune, vorrebbero dire 40 km all’andata ed altrettanti al ritorno. Magari solo per inviare una raccomandata».
La protesta sembra che abbia fatto presa sul presidente Enrico Rossi («non ho mai visto così tanti sindaci tutti insieme») che ha assicurato che si farà carico della contestazione dei sindaci nella Conferenza delle Regioni che si terrà oggi, per cercare una strada condivisa da tutti i presidenti di Regione.
Su Twitter il governatore ha fatto la sintesi dell’incontro «Due stipendi di due amministratori delegati di Poste basterebbero a coprire i tagli degli uffici toscani - scrive - non abbiamo l'anello al naso. Tagliare gli uffici è un insulto alla povera gente, a chi sta in montagna e in luoghi meno accessibili».
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