Il dolore
Marina di Massa, banchi del mercato chiusi per protesta
Gli ambulanti “confinati” in via Mazzini: qui non si vende niente. Contestata l’amministrazione, che promette interventi
MASSA. Via Mazzini, Marina di Massa: è il secondo venerdì, da quando il mercato settimanale è stato spostato in piazza Betti, che gli ambulanti non vedono un cliente. Così hanno deciso di non aprire i loro banchi, per una prima protesta che, minacciano i commercianti diventerà più dura se non ci daranno ascolto.
Il problema nasce dai lavori da 1 milione di euro, di somma urgenza al ponte di via Mascagni, che hanno costretto l’amministrazione comunale a spostare 112 banchi di ambulanti (su 189) in piazza Betti e nelle vie limitrofe. Non tutti però: 25 ambulanti, non interessati dai lavori del ponte, sono rimasti coi loro banchi in via Zini e via Mazzini. E i via Mazzini, scollegata dal resto del mercato, c’è il deserto. Il primo venerdì dopo lo spostamento, il gruppo di ambulanti ( che fanno parte sia di Fiva che di Anva) ha immediatamente fatto presente all’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli che per loro sarebbe stata la morte commerciale rimanere lì e hanno chiesto di essere spostati con gli altri in piazza Betti.
Dopo un sopralluogo, avvenuto con l’assessore e alcuni tecnici del comune, pare che lo spazio per 25 banchi in più si fosse anche trovato, ma come logico sia, l’amministrazione ha chiesto tempo per rivedere le planimetrie e capire con i vigili del fuoco e gli uffici se fosse possibile l’ulteriore spostamento. Al secondo giorno di mercato, mentre in via Zini qualcosa più si muove, in una via Mazzini deserta gli ambulanti decidono di non aprire i loro banchi, anzi, qualcuno vorrebbe andare sotto il comune e protestare contro il sindaco Alessandro Volpi e contro «decisioni scellerate- dicono- prese a monte e senza considerare il lavoro della povera gente».
A parlare per il gruppo di 15 ambulanti è Amedeo Guadagnucci, iscritto alla Fiva, ma molto lontano dal sindacato di categoria in questo momento: «Oggi rappresentiamo soltanto noi stessi- dice- perché i nostri sindacati non si sono fatti né vedere, né sentire e in molti di noi stanno pensando uscire da Fiva e Anva. Abbiamo deciso di non aprire i banchi perché sarebbe stato inutile. Non passa nessuno, nessuno sa di noi qui in via Mazzini; si pensa che tutti i banchi siano stati spostati in piazza Betti, non c’è passaggio né all’ingresso, perché siamo chiusi dai lavori al ponte, né in uscita perché non c’è continuità con i banchi di piazza Betti. Avevo promesso all’assessore Carioli che avremmo aspettato a protestare, ma al secondo venerdì in cui abbiamo visto questo sfacelo non ho tenuto più buoni i miei colleghi. Volevano venire in Comune e fare rumore. Invece abbiamo deciso di protestare così, pacificamente». Anche perchè Carioli ha promesso che la collocazione dei banchi sarà rivista e che saranno ri-sorteggiate le postazioni.
Gli ambulanti ci mostrano gli scontrini del primo venerdì dallo spostamento: 25 euro, 15 euro, 30 euro; il secondo venerdì va ancora peggio: «Stamattina dopo due ore non avevamo guadagnato neanche i soldi per un caffè - dice Guadagnucci-; i tempi della politica non combaciano con quelli dei lavoratori; per noi due o tre venerdì così sono la morte. A fine giornata dobbiamo frugarci in tasca per comprare il pane. Non è giusto prendere provvedimenti senza mai pensare ad un progetto che aiuti la gente che lavora». Lo spostamento, inoltre, non è avvenuto in base alla graduatoria delle postazioni, penalizzando gli ambulanti non “toccati” dai cantieri sul ponte, che sono pronti a proteste estreme: Guadagnucci, Ambrosini, Tognoni, Maggi, Tonazzini, Aliboni, Borchi, Fabbri,Peselli,Gabrielli, Pucci, Ferrigno, Mia, Di Lernia e Abdoul vogliono comparire tutti: «Siamo pronti a restituire al sindaco le nostre licenze; non ci fa lavorare ma si prende i soldi del suolo pubblico senza problemi. Ci dia una risposta, o sarà guerra».
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