Il Tirreno

Bar chiuso, e adesso in piazza Alberica scatta l’allarme crolli

di Alessandra Vivoli
Bar chiuso, e adesso in piazza Alberica scatta l’allarme crolli

Crepe e cedimenti, i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile il locale: nel mirino i lavori sul Carrione

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CARRARA. Crepe, scricchiolii, caduta di calcinacci. E mattonelle di marmo che non stanno più al loro posto. In un locale di piazza Alberica scatta l’allarme crolli e i vigili del fuoco, dopo un sopralluogo di dissesto statico effettuato lo scorso martedì (10 febbraio) hanno dichiarato l’inagibilità della champagneria Blanc. “Diffidando - così si legge nella nota di intervento numero 266 del comando provinciale dei vigili del fuoco - a utilizzare e riattivare il locale cucina, il bagno pubblico e il bagno privato del locale (di questo è stato interdetto l’accesso) sino all’avvenuto ripristino di idonee condizioni di sicurezza da parte di personale tecnico specializzato. E si impegna il titolare a non fare entrare nessun altro nei medesimi locali”.

Sopralluogo dei vigili del fuoco: scatta l’inagibilità. La nota dei vigili del fuoco mette nero su bianco uno stato di pericolosità.

«Nel locale e nei due bagni attigui - si legge nella nota dei vigili - erano presenti fessurazioni di parete e sulla pavimentazione. Sia la cucina che i bagni risultano essere un’appendice creata con struttura metallica a sbalzo e chiusa con laterizio, che scarica il peso sul muro perimetrale mediante saette in acciaio inclinate, e la stessa affaccia sul torrente Carrione».

E ancora. «Il quadro fessurativo riscontrato è riconducibile a una situazione di cedimento progressivo della struttura aggettante che, suscettibile di aggravamento in tempi brevi, necessita di urgente manutenzione per scongiurare situazioni di pericolo. Alla luce di tutto questro si è provveduto a decretare inagibilità dei locali cucina e bagni fino all’espletamento di analisi strutturali più approfondite e conseguente messa in sicurezza».

In sostanza i vigili del fuoco hanno rinvenuto elementi di pericolosità proprio nella parte del locale che affaccia sul torrente Carrione. Laddove, a fine estate, erano partiti i lavori per la messa in sicurezza.

Un’altra situazione di pericolo, a pochi metri di distanza dalla palazzina crollata il 2 novembre del 2010. E, soprattutto, un allarme che non riguarda soltanto il locale dichiarato inagibile, ma anche gli altri edifici che insistono sul lato Sarzana di piazza Alberica, fino ad arrivare in via Ghibellina.

Qui i problemi sono più o meno gli stessi: fessurazioni, finestre che non si chiudono bene, calcinacci che piovono in casa. Una serie di problematiche simili (se uguali andrà accertato) a quelle che, dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco hanno fatto scattare l’inagibilità del bar in piazza.

L’ordinanza del sindaco. C’è pure un’ordinanza del sindaco Angelo Zubbani, dell’11 febbraio scorso. Che dispone la messa in sicurezza dei locali sui cui sono stati ravvisati i rischi di cedimento strutturale.

L’ordinanza è la numero 78/15 e vi si legge a chiare lettere che: «Considerato che i vigili del fuoco sono intervenuti in piazza Alberica per dissesto statico e, preso atto, che nella cucina e nei due bagni erano presenti fessurazioni in parete e nella pavimentazione, che ne ha fatto decretare l’inagibilità, ordina la messa in sicurezza e l’esecuzione dei lavori. Entro 15 giorni dalla presente ordinanza».

«Qui i fondi cadono a pezzi». Il timore, comprensibile, che spinge la gente che vive e lavora in questa parte della piazza in cui è scattato l’allarme crolli, è quello di dover abbandonare le proprie case. Chiudere le proprie attività, proprio come è successo al locale che ha chiamato i vigili del fuoco per cercare di fare luce su quegli scricchiolii che ormai erano diventati la colonna sonora di ogni giornata di lavoro.

La paura è quella di dover sgomberare. Per questo c’è, comprensibilmente, poca voglia di uscire nome e cognome sul giornale. Ma crepe, caduta di calcinacci e fessurazioni riguarderebbero quasi tutti gli edifici che, in fondo a piazza Alberica, hanno il retro proprio sull’alveo del Carrione. Tutti sono monitorati, con tanto di sensori, ma, a detta di molti, da fine settembre ad oggi il problema delle crepe e degli scricchiolii si è fatto via via più insistente. Tanto che in alcune case non si riescono più a chiudere bene le finestre o si sono rovinati pure i pavimenti. Insomma un problema comune e una paura duplice: da un lato quello di dovere abbandonare le abitazioni, qualora venissero dichiarate inagibili.

Dall’altro il pericolo, più grande e reale, dei crolli. Come quello che cinque anni fa ha visto brisciolarsi come un biscotto una palazzina intera.

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