Il Tirreno

La “Giustizia” è made in Carrara

di Barbara Monaco
La “Giustizia” è made in Carrara

Sarà Francesco Cremoni a realizzare una statua per la Corte d’appello a Roma

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CARRARA. A Roma presto un’opera completamente made in Carrara. Gli antichi fasti della capitale certo non sarebbero stati gli stessi senza il marmo di Carrara e ancora oggi Roma non potrebbe essere famosa in tutto il mondo senza quel materiale che ha conquistato gli artisti di tutti i tempi. A breve però la nostra città potrà vantare una nuova testimonianza e, questa volta, non solo grazie a quel marmo bianco che le Apuane riescono ancora a donarci, perché un’altra opera d’arte farà presto bella mostra di sé all’interno del cortile della nuova sede della Corte d’Appello, oltre a questo infatti anche l’autore sarà un carrarese doc.

È Francesco Cremoni invero, raffinato autore di opere in marmo bianco e considerato come uno degli esponenti più rappresentativi della “scuola carrarese”, docente di scultura presso l’ateneo cittadino, ad aver vinto il concorso indetto due anni fa dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la sua monumentale “L’Alba della giustizia”, che verrà posizionata appunto all'ingresso del nuovo palazzo della città giudiziaria. «L’opera - spiega l’artista - ha un’altezza, comprensiva del basamento, pari a tre metri, ho firmato il contratto nel dicembre scorso e vi lavorerò nei prossimi mesi. Ho scelto una figura essenziale, un torso di donna avvolto da panneggi che lasciano scoperto soltanto il petto, per delineare una postura fiera, che faccia pensare ad una difesa ferma e reale della giustizia. È per questo - prosegue - che ho ridotto al massimo elementi decorativi che potessero attenuare la forza che volevo scaturisse dalla forma, come la classica bilancia ad esempio, che appare esclusivamente, ed estremamente sintetica, solo sul basamento». E che Cremoni si sia aggiudicato questa importante commissione non deve stupire: abituato a lavorare a grandi sculture, l’artista ha eseguito la sua prima opera monumentale nel 1988, durante il Simposio Internazionale di Carrara collegato ai Mondiali di Calcio, “Scansione”, composta da 11 elementi che alludono ai giocatori in campo, si trova ancora oggi a Baranquilla, davanti alla sede della nazionale di calcio colombiana. Ancora del 1988 è “La Vela” che, in compagnia di altre opere firmate Botero, Mitoraj e Folon, è esposta al Centro Internazionale Olimpico di Losanna. Ma tra le opere di cui Cremoni ama maggiormente parlare è il monumento realizzata per il comandante partigiano Memo nel 2005: «Ricordo bene il periodo in cui mi dedicai alla realizzazione di quell'opera”, afferma, “per entrare più a fondo in intimità col personaggio, parlai a lungo anche con Francesca Rolla che, naturalmente, lo conosceva bene». E se la sua opera più recente è quella realizzata due mesi fa durante il simposio di Bamberga e presente ora nel parco fluviale di scultura di Altstadt, una di quelle che ama di più è “Tempo Rivelato” del 2008, un lavoro che lo ha visto impegnato per nove mesi, costituito da dodici colonne in marmo bianco alte 3,80 metri ciascuna. Opera nata dalla collaborazione con l'architetto Paolo Portoghesi e destinata ad un’abitazione nei pressi di Roma, “Tempo Rivelato” si ispira al calendario celtico. 12 colonne per 12 mesi infatti, che hanno dato all’artista la possibilità di lavorare su ogni particolare inserito all'interno di ogni colonna: piante e animali caratteristici di ogni stagione e poi, come vuole la tradizione, una pietra preziosa per ogni mese. «È stato il momento più interessante della creazione - svela Cremoni - pensai a lungo alla soluzione finché un giorno non mi trovai nei laboratori del cristallo di Colle Val D'Elsa e decisi di portare via i resti di una fusione. Tornato in laboratorio li lavorai accuratamente, poi li feci molare e tingere ognuno del colore appropriato, inserendoli poi all’interno di ogni colonna: l'intera installazione venne poi pubblicata all’interno del catalogo Astratto monumentale».

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