Sicurezza
L’addio del centro storico al suo “rotino”
Il saluto in Duomo a Walter Albertini. Arpagaus: se ne è andato il simbolo del commercio, quello vero
MASSA. Tutto il mondo del commercio, tutto il centro storico si è raccolto ieri pomeriggio, alle 15, davanti alla Cattedrale per l’ultimo saluto a Walter Albertini, il “rotino”, il “re” della Conca. Se ne è andato mercoledì mattina mentre, con gli amici, si gustava l’immancabile caffè delle sette al bar Italia, in piazza del Portone. Un malore gli è stato fatale, il cuore lo ha tradito.
Ieri, a dirgli addio, c’era chi lavorava fianco a fianco con lui da decenni, chi, invece, alla Conca era arrivato da poco e in Walter aveva trovato la disponibilità e l’accoglienza. Chi, tante volte, ha ascoltato i suoi racconti di guerra, la sua sentita ricostruzione del terribile bombardamento dell’8 febbraio del ’45 quando una bomba alla Conca si è portata via sei persone.
È pieno di affetto e di commozione il saluto di Paolo Arpagaus, storico pasticcere cittadino e presidente di Confesercenti: «Ci ha lasciato un amico, un collega, Walter “l’arrotino” per me e per tutti quelli che lavorano e vivono nel centro storico è da sempre qualcosa di più che un collega. Si presentava con quell’aspetto un po’ burbero, sempre pronto all’imprecazione contro qualsiasi cosa, la sua amata squadra, le squadre avversarie, il “comun”, la tasse e chi più ne ha più ne metta, ma sempre prodigo di un consiglio su come fare quella riparazione, pronto ad insegnare come si tengono affilati i coltelli, a consigliare quella tinta speciale. Walter era per noi un fulcro di quella comunità che da decenni si incontra, scambia due parole, un saluto, un caffè, simbolo di quello che è il piccolo commercio, un modello così lontano dai grandi certi commerciali, dai megastore, dalle passeggiate artificiali, che Walter incarnava in tutte le sue declinazioni. Un grande abbraccio alla moglie e alle figlie che continueranno a portare avanti con orgoglio e passione l’attività di famiglia, e un ultimo saluto da parte di tanti colleghi».
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