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il processo

Il direttore di banca svuota il conto all’amica

Processo per una truffa milionaria
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Processo per una truffa milionaria

Un finanziere svela in tribunale i trucchi per spillare i soldiIn dieci alla sbarra: «Hanno portato via quasi due milioni»

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MASSA. «Abbiamo trovato i documenti nel garage di uno degli imputati e da lì abbiamo ricostruito i movimenti del conto corrente della signora Federica Bambusi». A ricostruire la vicenda, incalzato dalle domande di accusa e difese, è il luogotenente della guardia di finanza Lazzareschi. Il processo è stato soprannominato “dei colletti bianchi”. E alla sbarra ci sono direttori di banca, imprenditori e commercialisti, con accuse di reati che vanno dall’ estorsione e ricettazione, al riciclaggio, il furto e la truffa.
 
Tra gli imputati Stefano Di Ronza, imprenditore in odore di camorra. Gli altri sono il dirigente bancario Marco Lucchesi, l’imprenditore carrarese Marco Alibani, la sorella Maruska e il commercialista Stefano Pezzica. Per reati minori — sostanzialmente ricettazione per avere cambiato assegni — a processo anche Manuela Pasquali, Michele Ratti e Salvatore Di Ronza, padre di Stefano. Tiziana Genovese, moglie di Lucchesi è invece accusata di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori. La società Biancospino srl i cui titolari erano i fratelli Alibani risponde di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita.
 
La vittima è una donna lombarda che si è trasferita da tempo a Marina di Massa, amica di Lucchesi, tanto da fidarsi affidando al bancari una somma considerevole di denaro (quasi due milioni di euro).
L’inchiesta era nata - così è stato ricostruito - nell’estate del 2011, quando la signora Bambusi si era accorta che dal conto erano spariti oltre un milione. Ha presentato denuncia e l’inchiestaha messo da subito sotto accusa personaggi eccellenti. A partire dal direttore di banca carrarese Lucchesi. Quando la donna aveva deciso di venire a vivere all’ombra delle Apuane, da Milano, si era avvicinata a lui perché aveva già curato dei risparmi del padre. Il luogotenente Lazzareschi ieri ha raccontato dei tentativi di Lucchesi di convincere l’amica a non presentare denuncia, promettendo di restituire i quasi due milioni di euro al più presto. Anche se poi non lo ha mai fatto veramente.
 

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