La manifestazione
Sodini: «Abbiamo commesso degli errori»
E parte l’idea di una mostra dell’artigianato artistico da allestire al Museo del Marmo
CARRARA. C’è chi fa il mea culpa, chi spera nel rilancio e chi “contesta” il sorpasso su Carrara: la notizia del primato di Pietrasanta nella lavorazione artistica del marmo ha scatenato una pioggia di reazioni, anche accalorate, tra rappresentanti delle associazioni di categoria e addetti ai lavori. «La verità non è tutta nei numeri» dicono alcuni esperti del settore. Dice Dino Sodini presidente della Camera di Commercio:: «Sono stati fatti tanti errori, da parte di tutti, anche della Camera di Commercio» ha esordito Sodini, uno dei primi a commentare l’indagine e forse uno dei più duri. «Sono mancate le politiche di sostegno al settore. Con la globalizzazione molti piccoli laboratori del centro storico hanno chiuso. E poi c’è il problema degli spazi, si dovrebbe individuare un’area ad hoc magari creando un percorso che avrebbe enormi potenzialità anche sul piano turistico» ha osservato il presidente della Camera di Commercio, che ha auspicato un maggior coinvolgimento delle grandi imprese del marmo chiamate a «prendere sotto la loro ala i piccoli laboratori, per far emergere artisti e filiera». A conferma dell’impegno che il suo ente ha intenzione di investire su questo settore, Sodini ha lanciato l’idea di una mostra dell’artigianato artistico da allestire presso il Museo del Marmo. «Noi vogliamo ripartire da questa iniziativa, che può essere un elemento importante per promuovere e dare visibilità a prodotti che spesso, uscendo da realtà piccole, non riescono ad arrivare sulla scena» ha spiegato Sodini. Ancor più fiducioso Vincenzo Tongiani, Presidente ISR, fermamente convinto che «questo settore ha tutte le credenziali per stare sul mercato, perché ha una grande penetrazione all’estero, realizza opere di alto valore estetico e simbolico applicabili in ogni ambito e settore; ha una lunga storia ed una forte tradizione nella lavorazione della pietra più apprezzata al mondo». Accuse, mea culpa, proposte ma anche qualche contestazione: l’indagine di Isr ha scatenato davvero le reazioni più disparate, soprattutto tra coloro che il marmo lo “masticano” come il pane quotidiano. Mirco Felici, tra i fondatori, già presidente e attuale dirigente del Consorzio Marmo Artistico, l’associazione nata nel 2003 con il dichiarato intento di promuovere la cultura artigiana del nostro territorio. «Il dato mi ha sorpreso perché sono convinto che a Carrara le lavorazioni artistiche siano ancora preponderanti rispetto a Pietrasanta» ha dichiarato Felici, lasciando intendere che non si possono guardare solo “visure camerali” e fatturati ma bisogna conoscere la realtà del settore. «A Pietrasanta ci sono aziende che si occupano di arte e vendono oggetti artistici fatti in Cina» polemizza il fondatore del Consorzio che riconosce però ai “cugini versiliesi” il merito di aver «investito molto nella promozione della lavorazione, favorendo un sistema che agevola gli artigiani». Altrettanto netta è Francesca Alix Nicoli, imprenditrice degli “Studi Nicoli”, erede di una dinastia che ha fondato e portato avanti con successo il laboratorio artistico più importante della città. «Il sorpasso non è una novità anzi è dagli anni ‘50 che Carrara ha puntato su industria estrattiva. Qui da noi si dice, “il marmo come lo tocchi ci perdi”, infatti chi fa i soldi con in questo settore, estrae e vende il marmo tale e quale» osserva l’imprenditrice. Secondo la Nicoli, però ormai da 15 anni, a Carrara si registra: «Alcuni imprenditori dell’estrazione manifestano un rinnovato interesse per la lavorazione artistica», e così, racconta l’imprenditrice, si è affermata «una nuova generazione di artigiani, oggi quarantenni, che hanno competenze nuove, sanno l’inglese, conoscono l’avanguardia e hanno nuove prospettive». Insomma secondo gli addetti ai lavori, quelli che di marmo vivono ogni giorno, i numeri almeno in questo caso non sono fedeli alla realtà o almeno non la raccontano fino in fondo. (C.Ch.)
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