Il Tirreno

Depuratore in doppio-tilt è polemica sui controlli

di Melania Carnevali
Depuratore in doppio-tilt è polemica sui controlli

In commissione ambiente il caso dei liquami finiti nel Lavello nel weekend Ma i pannolini e altri rifiuti sono stati scaricati da altra fonte sconosciuta

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MASSA. Qual è il danno dello sversamento dei liquami nel Lavello e in mare? Quali i normali sistema di sicurezza in caso di guasto? L'oggetto è il depuratore dell'ex Cersam, al centro in questi giorni di grandi polemiche per i due guasti dello scorso fine settimana; a un mese dall'inaugurazione. E le domande le pone la commissione comunale ambiente che ieri mattina ha incontrato l'ingegnere al settore protezione civile e salvaguarda idrogeologica, Fernando Della Pina, per capire cosa sia successo all'impianto.

Due guasti, dicevamo, a distanza di 24 ore: il primo sabato, quando il controlavaggio di uno dei filtri si è bloccato provocando l'intorbidamento delle acqua scaricate; il secondo domenica, quando si è rotta la cinghia di trasmissione tra motore elettrico e unità di compressione provocando la tracimazione del liquami. Poco importa, per alcuni consiglieri, quale siano le cause del guasto; il punto è che «quel depuratore è costato 8,5 milioni di euro ed è stato appena inaugurato», dice un agguerrito Luigi Turri del Pd, che poi aggiunge: «noi ci abbiamo messo anche la faccia, andando all'inaugurazione e uscendo sulla stampa. E adesso questo si rompe? Ma poi – continua – abbiamo una vasca di decantazione vuota, perché non viene usata per l'emergenza?».

Ad “indignare” ancora di più i commissari è il fatto che dall'allarme alla risoluzione del problema siano passate quasi due ore. E intanto i liquami uscivano. Non sarebbe successo secondo Andrea Ofretti, degli Arancioni se ci fosse stato «un addetto fisso, come succedeva in passato - dice - Figuriamoci se fosse successo di notte: avremmo dovuto aspettare che l'addetto di turno si fosse alzato dal letto. Però noi intanto paghiamo per la depurazione e paghiamo anche tanto con Gaia».

Una cosa però va detta: che forse l'allarme inquinamento è stato un po' caricato. Anche secondo il presidente della commissione ambiente, Nicola Cavazzuti di Prc, alcuni ritrovamenti in mare non possono essere riconducibili al guasto. «La foto del pannolino- spiega – è paradossale. E' impossibile che venga dal depuratore». Quello che è da capire, secondo Cavazzuti, è, appunto, cosa sia finito veramente in mare. Per dirla in altre parole: se i liquami fossero “intatti” o se fossero già passati da alcuni livelli di depurazione.

E, ancora, se esistono dei sistemi di sicurezza per evitare ulteriori sversamenti in caso di guasto. Domande a cui verranno date, forse, risposte lunedì pomeriggio durante la prossima commissione ambiente a cui parteciperà anche un responsabile del depuratore.

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