Il Tirreno

Addio a Walter, lo storico “rotino” di piazza La Conca

Fatale un malore mentre prendeva un caffè al bar Sabato aveva commemorato le vittime della Guerra

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MASSA. Qualcosa di più, molto di più di un commerciante: Walter Albertini era un’istituzione, un pezzo di storia. Alto, robusto, con il grembiulone da “rotino” sempre legato alla vita, con il sorriso stampato in quel volto di altri tempi, con la familiarità del nonno.

Se n’è andato improvvisamente, a 84 anni, ieri mattina: stava prendendo l’immancabile caffè con i pasticcini al bar Italia, nella piazzetta del Portone. Un rituale che lo accompagnava da anni: alle sette la tazzina tra le mani, alle sette e mezza la serranda già alzata. Ma ieri, il suo cuore, senza aver mai dato un segnale di affaticamento, lo ha tradito, un malore e per Walter, che non prendeva neppure l’influenza, non c’è stato nulla da fare.

E adesso la Conca è tristissima, qualche negoziante ha addirittura chiuso i battenti per rispetto, per piangere il “rotino”, il re della Conca.

Albertini ha gestito per anni, con i due fratelli, le ferramenta di famiglia (una in piazza Liberazione, due proprio alla Conca). Le attività portano ancora il nome della madre, Eufemia Sartini che le inaugurò 115 anni fa. E Walter non le ha mai lasciate: la passione per un mestiere antico, per l’arte del conservare. I coltelli si arrotano (leggi: si affilano), non si buttano. La filosofia di chi ha fatto la guerra. Martedì sera il “rotino” ha lavorato fino a tardi: doveva arrotare, appunto, alcune lame e voleva farlo bene. Il primo ad arrivare, l’ultimo ad andarsene alla Conca.

Lavoro, ma non solo: Albertini era il custode di un pezzo di storia cittadina. Testimone del bombardamento che l’8 febbraio del 1945 uccise sei ragazzi, uno dei quali suo caro amico. Walter la storia di quelle bombe, sganciate dai Thunderbolt, la raccontava sempre. E lo faceva guardando il fazzoletto di terra, proprio accanto alla sua ferramenta, dove sei persone persero la vita. Un racconto raccolto dai colleghi commercianti che sabato scorso, in occasione del 70° anniversario di quella strage nelle stragi, hanno organizzato una commemorazione. Che fosse anche celebrazione della storia e di chi come Walter ne era testimone. Il “rotino” ha ricordato le bombe, il dolore, il senso della perdita davanti a quell’amico - «quasi un fratello» - agonizzante.

Albertini lascia la moglie Maria e le figlie Luisa, Laura e Floriana (detta Bambi, titolare di Sartinarte). I funerali si svolgeranno oggi: alle 14,45 il feretro partirà dall’obitorio per la Cattedrale. Il “rotino” regala a Massa l'immagine di un uomo che ama la sua città, la sua gente. La sua storia.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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