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Accoltellò marocchino «Non è tentato omicidio»

Accoltellò marocchino «Non è tentato omicidio»

MASSA. Non fu un tentato omicidio quell’accoltellamento avvenuto davanti a un bar di Marina di Massa la sera della finale degli Europei di calcio tra Italia e Spagna, il primo luglio del 2012, ma una...

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MASSA. Non fu un tentato omicidio quell’accoltellamento avvenuto davanti a un bar di Marina di Massa la sera della finale degli Europei di calcio tra Italia e Spagna, il primo luglio del 2012, ma una zuffa. E il reato così è stato derubricato dal collegio presieduto da Giovanni Sgambati in lesioni aggravate. E alla fine la condanna per il marocchino Aziz Essaady è stata di tre anni e sei mesi di arresto, più il risarcimento delle spese processuali alla sua vittima, il connazionale Mohammed Mamjoud. Il pubblico ministero Vito Bertoni di anni ne aveva chiesti nove, per il tentato omicidio, pur sapendo che il reato poteva essere derubricato.

Aziz non sopportava l’idea che Mohammed avesse riconosciuto sua figlia: secondo l’accusa è per questo che lo ha colpito con tutta la forza che aveva, squarciandogli la pancia. Ci sono voluti trecento punti di sutura per ricucirlo e salvargli la vita. La zuffa era avvenuta davanti a un locale di Marina di Massa, un bar dove la coppia e il rivale avevano visto la finale degli Europei, quella in cui le furie rosse travolsero gli azzurri. Alla fine della partita Essaady aveva affrontato Mamjoud, l’uomo che gli aveva rubato la compagna e soprattutto quello che era diventato il padre della bimba che lui aveva avuto dalla donna che amava. Prima le parole, poi i fatti: calci e pugni e quel coltellaccio che spunta all’improvviso e si conficca nell’addome del povero Mohammed. Un taglio profondo e largo al punto che l’uomo stava per perdere le visceri. Quelli del 118 che lo hanno soccorso ancora adesso si ricordano quella scena così raccapricciante.

La donna terrorizzata aveva chiamato le forze dell’ordine e Aziz era stato arrestato, passando in cella sei mesi con l’accusa di tentato omicidio, tanto era stato efferato quel gesto. Mohammed invece si è rimesso e ha fatto una figlia tutta sua con quella che è diventata la sua compagna Sono una famiglia felice, insomma. E chiede il risarcimento, assistito dal suo legale Del Papa. Il sostituto procuratore Vito Bertoni, titolare dell’indagine, in aula aveva interrogato la consorte del ferito per capire cosa era successo quella sera e se i due si erano già affrontati in precedenza. «Quando Mohammed ha riconosciuto la bimba che avevo avuto con Aziz quest’ultimo ha perso la testa. Quella sera ho avuto paura che succedesse quello che poi è accaduto, è stato tremendo», aveva detto lei in lacrime. Il ferito era stato portato all’ospedale e salvato dal chirurgo che in sala operatoria gli ha letteralmente ricucito la pancia con trecento punti di sutura.

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