Il Tirreno

Sigilli per cinque chilometri

di Cinzia Carpita
Sigilli per cinque chilometri

Carrione: sequestri di argini dalla foce a Nazzano, ieri un altro

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CARRARA. Forse è stato l’ultimo sequestro, forse no. Ieri mattina vigili del fuoco, carabinieri e tecnici comunali, sono tornati lungo il Carrione: per porre i cartelli di sequestro disposto anche questo dalla Procura di massa, ad un altro tratto di arginatura sulla sponda destra, di circa 400 metri, quella fra il ponte di via Giovan Pietro ad Avenza e il ponte ferroviario dove Rfi ha avviato il cantiere per realizzare il progetto di una terza campata sul lato Massa, che ha l’obiettivo di facilitare il deflusso delle acque del fiume, evitando i “tappi” di detriti trasportati dalla corrente e soprattutto dalle piene, che finora ci sono stati.

Da un prospetto della Provincia, sono otto i lotti sotto sequestro: dalla foce a via Pucciarelli-Covetta (dal lotto 1 fino al 5 che è quello del crollo; dalla foce fino all’autostrada su entrambi gli argini, dall’autostrada al mare solo sul destro); il lotto 7 sequestrato ieri in sponda destra dal ponte ferroviario a via Giovan Pietro; i lotti 9 e 10 (entrambi gli argini) rispettivamente dal ponte Anas alla località Fiorino e da lì al ponte di via Brigate Partigiane. Non sono stati oggetto in questo periodo, di sequestri, il lotto 6 da via Pucciarelli a via Giovan Pietro (dove ci sono i lavori di somma urgenza adiacenti all’asilo Collodi) e il lotto 8 fra il ponte Anas e il ponte ferroviario più a valle (dove c’era stato il crollo nel 2012).

Il procuratore capo dottor Aldo Giubilaro, ha concesso una proroga ai consulenti che ha incaricato di esaminare la situazione relativa al crollo del muro di argine avvenuto durante l’alluvione del 5 novembre scorso poco sotto il ponte di via Pucciarellia d Avenza. Al lavoro sono dunque i consulenti della Procura, gli ingegneri Andrea Biagiotti, Alessandro Ghinelli e Giovanni Menduni.

Per l’inchiesta sul crollo sono stati iscritti nel registro degli indagati il dirigente della Provincia Stefano Michela e l'ingegner Franco Del Mancino. Al momento la fase è quella degli accertamenti.

Ma all’inchiesta principale si sono aggiunti altri due filoni di indagine, anche questi condizionati da verifiche che dovranno essere fatte per accertare se ci siano elementi per formulare o meno ipotesi di responsabilità penali , cioè ipotesi di reato.

Come detto, tutto da verificare. C’è il filone relativo al crollo di un muro d’argine che avvenne a Nazzano nel 2012, e che vede un indagato, l’ingegner David Settesoldi; e c’è il filone riguardante una serie di lavori effettuati nel corso degli anni sugli argini del fiume, che ora sono oggetto di attenzione da parte della Procura: e per questo, a seguito di relazioni dei vigili del fuco arrivate sul tavolo del dottor Giubilato, ha disposto diversi sequestri di tratti di argini del fiume, allo scopo di far seguire all’informativa dei vigili del fuoco in cui si prospettano anomalie, le necessarie e più approfondite verifiche. Insomma sequestri per poter fare le indagini. Si vuole capire il grado di sicurezza del fiume.

Con i “sigilli” di ieri, ci sono circa cinque i chilometri di arginature sequestrate, dalla foce fino a via Brigate Partigiane.

Ripercorriamo le tappe di questi atti.Il 5 novembre crolla il muro del Carrioe e le acque inondano Marina: attività produttive e case. All’indomnani la zona di argine del lotto 5 in questione viene posta sotto sequestro dalla Procura che avvia l’inchiesta. Seguono altri sequestri di lotti. Il 23 gennaio cartelli e nastro fettucciato per il tratto di 250 metri (entrambe le sponde) fra il ponte Anas sull’Aurelia e la località Fiorino. Il 4 febbraio il tratto dal Fiorino fino al ponte di via Brigate Partigiane, e contemporaneamente anche 150 metri di argini partendo dalla foce.

Il 9 febbraio il tratto lungo via Argine destro, da via Pucciarelli fino a Marina. Ieri, il tratto destro tra via Giovan Pietro e il ponte ferroviario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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