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Ruba materasso in lattice Condannato a sei mesi

Ruba materasso in lattice Condannato a sei mesi

MASSA CARRARA. Aveva visto quel materasso fuori dal negozio e aveva deciso di prenderlo, non di acquistarlo ma di caricarlo sulla sua auto e portarselo a casa senza pagare. Chissà perché è venuta...

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MASSA CARRARA. Aveva visto quel materasso fuori dal negozio e aveva deciso di prenderlo, non di acquistarlo ma di caricarlo sulla sua auto e portarselo a casa senza pagare. Chissà perché è venuta questa idea a Chen Jiaxian, cittadino cinese di 38 anni, condannato per furto dal giudice Giovanni Sgambati a sei mesi di reclusione (con sospensione della pena). L’episodio è avvenuto nel 2012 nella provincia apuana, più precisamente ad Aulla. Ma le ricerche dello straniero si erano svolte soprattutto a Massa.

Chen è stato trovato grazie a un testimone che aveva annotato i primi numeri della targa della Polo che l’uomo aveva usato per trasportare la refurtiva fino a casa, dove stava realizzando il nido d’amore con la sua fidanzata. La ragazza non è stata identificata e quindi alla sbarra c’è finito soltanto Jiaxian, che si è rifiutato di fornire elementi ai carabinieri per l’individuazione della complice. Anche perché era stata la sua dolce metà a indicargli quel materasso a due piazze in lattice appoggiato accanto alla vetrina del negozio.

I Bonnie e Clyde con gli occhi a mandorla sono stati davvero bravi a portare via quel materasso. Soprattutto rapidi: hanno fermato la Polo proprio davanti alla rivendita, poi hanno preso la refurtiva sulle spalle e sono ripartiti a tutta velocità. E l’avrebbero fatta franca perché la titolare stava servendo un cliente e quindi non guardava cosa accadeva all’esterno. Ma il passante si è incuriosito vedendo quella scena: è entrato nella rivendita e ha chiesto alla donna se aveva venduto quel materasso a due cinesi. E lei ha capito di essere stata derubata soltanto in quel momento: col modello della vettura e una parte della targa i carabinieri hanno fatto presto a risalire al proprietario, che era proprio Chen. Un cinese, come aveva detto il testimone. Che poi ha anche riconosciuto il ladruncolo da una foto. Ieri Jiaxian non si è presentato in aula, il suo avvocato - d’ufficio - però è stato bravo risparmiandogli l’aggravante.

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