Sicurezza
Laurea post mortem al poeta che volò sopra la malattia
L’ha conferita l’Università di Pisa a Stefano Mazzoni scomparso l’anno scorso a 46 anni. La mamma: era bravo
CARRARA. Una carta pergamena in bella scrittura, dell’ateneo di Pisa, con il conferimento della qualifica accademica di dottore in discipline dello spettacolo e della comunicazione: una laurea per Stefano Mazzoni... Ma una laurea post mortem.
Stefano non c’è più, se l’è portato via nel marzo dello scorso anno, a 46 anni, la distrofia muscolare, una malattia contro la quale lottava da quando era adolescente. Il 28 maggio 2014 avrebbe compiuto 47 anni e gli mancava un solo esame per laurearsi alla facoltà di Lettere. Ora quella laurea per la quale aveva studiato sostenuto da Filippo Arrighi, con tutte le sue forze e la sua passione, è nelle mani di mamma Evelina e di papà Sauro che, quella pergamena universitaria così preziosa per loro, l’hanno ricevuta nella cerimonia commovente che si è svolta all’eteneo della Torre pendente. Se la sono portata a casa per incorniciarla, per metterla nella stanza dove Stefano teneva tutte le sue cose.
Stefano... Per mamma Evelina è ancora lì, in casa con lei. A Carrara era diventato un personaggio: perché scrittore e poeta a cui era anche stata dedicata alla Port Authority, la »Giornata per Stefano, poeta diverso/normale”. Nonostante la malattia che a dieci anni aveva cominciato a compromettere la sua possibilità di camminare, che a 18 anni gli aveva imposto un respiratore, e che dopo il diploma scolastico lo aveva quasi immobilizzato, Stefano aveva reagito: se non poteva camminare, avrebbe volato, sì, con la mente che nutriva la sua voglia di imparare, e con le ali della fantasia. E così aveva scritto ben cinque libri di poesie, e una piece teatrale, “Johna”. Davanti al computer, con il battito dei suoi occhi, riusciva a scrivere e a studiare.
Il suo primo libro, “La Cometa”, nel titolo fa pensare a lui: un passaggio troppo veloce ma lunimoso. Ed è autore anche di “Ribelleamore, “In viaggio”. “L’Iceberg”, “Dell’imperfettoamore”.”.
“Io vivo di poesia e amore” scriveva nel 2012 su Facebook; e nel 2013: “il limite è la linea dell'infinito, l'uomo e sempre pronto a vincerla”.
E’ stato in scena, come autore e attore, portando al al teatro Garibaldi nel 2012, il suo monologo, in occasione della Giornata della Memoria. Un monologo con il quale ha fatto riflettere ed ha fatto crollare con la forza della convinzione, tutti i pregiudizi della società sulle diversità di qualsiasi tipo.
La sua voglia di vivere esplodeva nella ricerca continua di contatti umani: come quelli con i pittori Eliseo Andriolo e Graziano Guiso che curarono le copertine dei suoi libri.
Nel 1998 ricevette un riconoscimento al Concorso Pablo Neruda e nel 2001 è stato insignito della tessera onoraria dell’Unesco.
Chissà quali altri traguardi avrebbe raggiunto, senza quella malattia che lo ha rubato a tutti.
Alla cerimonia di conferimento della laurea post morten, ha parlato la professoressa Lischi, che ha ricordato lo Stefano Mazzoni universitario: esempio per tutto il corso di studio. Il prorettore Mancarella ne ha evidenziato le capacità intellettuali e umane, l’impegno negli studi.
Ora i genitori, la sorella, possono aggiungere a tutto ciò che Stefano ha lasciato come eredità del cuore, anche la laurea che lui aveva sempre sognato. Ieri la mamma guardava quella pergamena con dolcezza e con dolore: perché il suo Stefano non c’è più. «I professori, hanno detto tutti che era bravo». Scorre con le dita sul nome scritto sulla laurea: è come accarezzare anco una volta il suo viso.
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