Italia
«I politici non tocchino il Piano regionale delle cave»
MASSA. In difesa delle Apuane e contro l’industria del marmo che quelle montagne rischia di distruggerle. Gli ambientalisti della Rete dei comitati per la difesa del territorio e di Salviamo le...
MASSA. In difesa delle Apuane e contro l’industria del marmo che quelle montagne rischia di distruggerle. Gli ambientalisti della Rete dei comitati per la difesa del territorio e di Salviamo le Apuane chiedono che la politica regionale «faccia la sua parte», cioè che il consiglio regionale «dimostri a tutta la Toscana fermezza e senso civico non indebolendo ulteriormente il Piano paesaggistico e procedendo alla sua auspicabile approvazione. È un atto doveroso per la dignità e la vita della gente del territorio apuano, sempre più sottomesso agli interessi degli industriali del marmo; interessi che si mascherano dietro a una presunta difesa occupazionale - in realtà di poche centinaia di persone - ma che creano, con danni irreparabili e irreversibili, disagi e danni non solo al paesaggio, ma anche alle prospettive di una diversa economia e di migliori possibilità di lavoro», dicono Mauro Chessa per la Rete ed Eros Tetti di Salviamo le Apuane.
Le due associazioni parlano poi delle inchieste della magistratura sul mondo del marmo. La procura «ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco Angelo Zubbani, 5 assessori in carica, 3 ex assessori, 2 dirigenti comunali e 4 rappresentanti delle associazioni di categoria. L'accusa è di aver consentito un sistema di tassazione troppo basso, rispetto al valore di mercato, del mamo con un danno erariale in 5 anni di oltre 25 milioni di euro. Da una parte il fondato sospetto di una collusione fra amministratori pubblici e imprese; dall'altra alcuni Comuni del comprensorio che, spinti da interessi privatistici, stanno combattendo una guerra furibonda al Pit - Piano paesaggistico che cerca di dettare regole di migliore tutela per il territorio del Parco delle Apuane». Tetti e Chessa esprimono dunque solidarietà al procuratore Aldo Giubilaro affinché possa far emergere le «contraddizioni e illegalità che, probabilmente, coinvolgono anche altri Comuni».
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