Il Tirreno

Forza Nuova in piazza, centro blindato

 Forza Nuova in piazza, centro blindato

La destra commemora le foibe, contro manifestazione della sinistra, carabinieri e polizia evitano ogni contatto

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Poliziotti e carabinieri, agenti e militari. Ieri a Massa si sono viste soltanto divise: era il giorno del ricordo dei martiri delle foibe e siccome in città negli anni passati ci sono stati scontri tra estrema destra ed estrema sinistra il livello di guardia era altissimo. Più temuto il presidio serale dei Fratelli d’Italia, perché la sensazione era che i Carc potessero colpire più facilmente con il buio. Una contromanifestazione per dire no alla commemorazione “fascista”. Ma gli uomini messi in campo dalla prefettura per garantire l’ordine pubblico sono bastati stavolta per tenere separati i due gruppi.

Anche se alle 17 - quando Forza Nuova si è trovata ai piedi del teatro Guglielmi e ha srotolato lo striscione davanti a un gruppetto di esponenti dei Carc - il ricordo è andato a un anno fa, quando davanti al Comune si era consumata una vera e propria gazzarra, con il corteo dell’estrema destra che si era sciolto per fronteggiare quelli della Casa rossa che volevano impedire che le bandiere nere sfilassero nei luoghi della resistenza. Discorsi che in altre latitudini quasi non si sentono più, ma che ai piedi delle Apuane, sponda massese, restano ancora come allora. E a pagarne le conseguenze sono le forze dell’ordine, i cittadini che si trovano le strade blindate e anche questi ragazzi che hanno una serie impressionante di denunce sulle spalle. Qualcuno anche processi e condanne.

Ma tornando a ieri, dopo aver srotolato lo scriscione quelli di Forza Nuova, con in testa il segretario provinciale Francesco Mangiaracina, hanno acceso le fiaccole e sono andati nel sottopasso di piazza Liberazione a deporre una targa posticcia in cartone dove c’era scritto: «In memoria degli istriani, fiumani e dalmati tragicamente scomparsi e in quanti furono costretti ad abbandonare le loro terre per rimanere liberi e italiani 1943-1954». Poi l’intitolazione del sottopasso ai Martiri delle foibe.

Più tranquilla la manifestazione presidio dei Fratelli d’Italia, con gli Amorese (padre e figlio) a tenere calmi gli animi, nonostante la presenza di Carc e Casa rossa a sorvegliare. Ma polizia e carabinieri erano davvero tanti, più del doppio dei presenti e hanno impedito a chiunque di avvicinarsi. Anche se non c’era nessuno che voleva avvicinarsi. Insomma, tanto rumore per nulla alla fine. Intanto domani, due anni esatti dopo il pestaggio subito durante una contromanifestazione alla commemorazione di Forza Nuova dei martiri delle foibe, riprende il processo al segretario di Fn Mangiaracina e a suo padre Angiolino. Sono accusati di aver picchiato Enrico Ricci, allora esponente dei Carc. Ricci si è costituito parte civile e chiede il risarcimento per essere fino all’ospedale dopo quei calci e quei pugni. I Mangiaracina negano di essere stati loro a pestarlo a sangue.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa