Il Tirreno

Impianto di Gaia nella bufera

Impianto di Gaia nella bufera

Il nuovo depuratore da 8,5 milioni subito in tilt. Volpi: gli staremo addosso

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MASSA. Due guasti in due giorni; due sversamenti di liquami, nel giro di 24 ore, nel Lavello e da qui in mare. E il depuratore dell’ex Cersam “Lavello 2”, costato 8,5 milioni di euro e inaugurato poco più di un mese fa, finisce nella bufera.

«Problemi risolti nel giro di poco tempo», incidenti tecnici accaduti sì l’uno a ridosso dell’altro, ma tali da «non consentire di affermare che il depuratore non faccia correttamente il suo dovere, o per ritenere che sia a rischio la balneabilità delle acque di questa zona», fa sapere Gaia Spa (la società che gestisce l’impianto). Ma l’allarme è alto e il sindaco Alessandro Volpi vuole rassicurazioni. «Ci siamo fatti sentire con Gaia già nel primo pomeriggio di sabato, dopo il primo guasto. E la stessa cosa abbiamo fatto domenica. Ci dicono, i responsabili della società, che si è trattato di disservizi e che tutto è stato risolto. Bene, prendiamo atto, ma gli staremo addosso».

Con una dettagliata relazione, in cui ricostruisce dal punto di vista tecnico quel che è accaduto, Gaia manda un messaggio tranquillizzante: inconvenienti minimi, l’impianto funziona, è la sostanza.

Alcuni degli abitanti della zona hanno detto che già nelle scorse settimane c’erano stati problemi di inquinamento, anche se meno evidenti e che la cosa avviene il sabato e la domenica, quando nell’impianto non ci sono dipendenti di Gaia. Il depuratore Lavello 1, replica la società, è però dotato di un sistema di tele-allarme, che allerta l'addetto in servizio di reperibilità non appena rileva un'anomalia significativa . Ed è quanto accaduto sabato 7 febbraio quando il tele-allarme avvisa l'addetto reperibile di una torbidità anomala dello scarico. Torbidità causata “dal blocco di uno dei filtri del sistema terziario”, spiega la relazione. L'operaio reperibile, dunque, interviene svuotando la vasca (con le pompe), “rilanciandone il contenuto in testa al ciclo depurativo, e con un lavaggio forzato della superficie dei dischi del filtro, ne ripristina il corretto funzionamento”. L'inconveniente si è risolto, afferma Gaia “ in tempi bervi: quelli tecnicamente necessari alla sequenza allarme-attivazione del reperibile-adozione del rimedio».

Ma non si poteva evitare che l’acqua “torbida” finisse nel Lavello? «Purtroppo – è la risposta di Gaia – le caratteristiche costruttive dei filtri in questione, fanno sì che in questi casi, per evitare una tracimazione dalla vasca all'area circostante, l'acqua, pur non filtrata, viene comunque avviata in scarico attraverso una soglia di sfioro di massimo livello, e quando questo accade l'acqua trascina con sè il materiale di risulta del filtraggio (principalmente schiume e fanghi leggeri) accumulato sulla superficie della vasca di contenimento»

Nel pomeriggio di domenica 8, attorno alle ore 16.30, precisa Gaia, il tele-allarme è scattato di nuovo. Stavolta si trattava di una tracimazione di fanghi causata dall’avaria del sistema di ricircolo. «I controlli hanno rilevato la rottura della cinghia di trasmissione tra motore elettrico e unità di compressione, ciò che spiega il mancato ricircolo dei fanghi per l'assenza dell'insufflazione d'aria nel sistema». A peggiorare le cose, relaziona ancora Gaia, è stata... la neve nel nord Italia. L’impianto a cui vengono portati i fanghi disidratati prodotti dal depuratore ex Cersam è infatti in Veneto e la nevicata rendeva difficile ai camion raggiungerlo. Comunque, «il problema è stato risolto nel giro di circa due ore dall'allarme, con l'attivazione del secondo compressore, di scorta al primo».

La società, inoltre, esclude che dall’impianto siano fuoriusciti rifiuti grossolani come pannolini o carta igienica, «perchè tutta l’acqua in ingresso all'impianto, prima di essere avviata alle fasi successive, attraversa una griglia meccanica da un millimetro, e questo significa che solo rifiuti di spessore inferiore a tali dimensioni possono raggiungere lo scarico finale». Conclusione: «A seguito di tutte le misure adottate, alle ore 8 di lunedì la situazione si è completamente ristabilita».

Cessato allarme, dunque. Anche se, per ammissione della stessa Gaia, non è cessato il rischio che al prossimo eventuale guasto, ci sia un altro sversamento di liquami.

L’Arpat, intanto, sta effettuando le analisi dei campioni d’acqua prelevati sabato e domenica sia dal Lavello, sia alla foce del torrente.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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