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scogliere nel mirino

Erosione, esposto da Forte Massa contrattacca

Erosione, esposto da Forte Massa contrattacca

MASSA. Parte dalla Versilia l’offensiva giudiziaria contro i lavori anti mareggiate sulla spiaggia di Marina di Massa e Ronchi Poveromo. Parte con un esposto alla Procura di Massa corredato da un...

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MASSA. Parte dalla Versilia l’offensiva giudiziaria contro i lavori anti mareggiate sulla spiaggia di Marina di Massa e Ronchi Poveromo. Parte con un esposto alla Procura di Massa corredato da un corposo dossier contenente analisi e studi sul fenomeno erosione ma anche sui fallimenti, i ritardi e gli intoppi del maxi intervento a difesa della costa ancora in corso. Un’offensiva che nasce da una preoccupazione che si va diffondendo con sempre maggiore intensità nel mondo turistico versiliese (e di Forte dei Marmi in particolare). Quella che gli interventi per fermare l’erosione sulla parte apuana della costa, spostino il problema verso sud. Cioè sul litorale di Forte, finora immune o quasi dal fenomeno del mare che mangia la spiaggia.

Ma dal fronte apuano arriva una ferma presa di posizione: ognuno pensi ai suoi problemi. “Non possiamo non cercare di salvare la nostra spiaggia solo perché, forse, l’erosione si sposterà in un’altra zona”, argomentano aldilà della foce del Versilia.

A presentare l’esposto alla procura di Massa sono Italia Nostra, con Antonio Dalle Mura, la Federalberghi Toscana con Paolo Corchia, l’associazione balneari di Forte dei Marmi con Martino Barberi, l’associazione dei Paladini apuoversiliesi con Umberto Donati, Giampaolo Zarri e Tullio Tonini. I quali chiedono che la magistratura faccia “specifiche indagini in merito a eventuali responsabilità di rilevanza penale” in relazione a i tentativi “finora inutili” per arginare l’erosione a Marina di Massa e al “serio rischio” che il fenomeno si stenda anche a Forte dei Marmi. Nella relazione alla procura, i promotori individuano nella diga foranea del porto di Marina di Carrara la causa principale della progressiva arretramento della spiaggia. Ma parlano anche degli interventi finanziati dalla Regione e appaltati dalla Provincia di Massa Carrara.

Hanno provato di tutto, dicono in sostanza: dall’inserimento delle scogliere, che hanno spostato l’erosione a sud, verso il Cinquale e Vittoria Apuana, fino al ripascimento della spiaggia con sabbia estratta dal delta del Po; fino ai geotubi, salvo poi tornare alle scogliere artificiali. Tentativi che denotano «l’assenza completa di una strategia». Un’altra contestazione riguarda l’appalto di 14,9 milioni di euro, assegnato nel 2008 a un’associazione di ditte, dichiarata poi illegittima dal Tar per il mancato rispetto delle prescrizioni del bando. «Vicenda – concludono – da cui emerge un comportamento colposo da parte della provincia di Massa Carrara dato che il consorzio aveva raddoppiato la fornitura degli scogli nonostante il bando vietasse possibili variazioni: punti oscuri che dovrebbero essere approfonditamente chiariti».

La replica di Gianni Lorenzetti, assessore a Montignoso che ha seguito e segue da vicino la questione è netta. «Alzare le barricata in questa fase mi sembra come minimo prematuro. Anche noi, intendo il Comune di Montignoso, abbiamo chiesto uno stop agli interventi a Cinquale, in attesa di vedere quali effetti produrranno le opere in corso di realizzazione a Ronchi Poveromo. Ma non possiamo davvero pensare di non tutelare il nostro litorale perchè i nostri vicini temono effetti negativi sulla loro spiaggia. C’è un gruppo di lavoro che coinvolge i Comuni di Massa e di Montignoso, la Provincia e la Regione che segue il progetto; ci sono tecnici che valutano l’impatto delle opere. A questo ci atteniamo. È chiaro che se non ci saranno i benefici attesi, si dovrà ridiscutere l’intervento, però non è questo all’ordine del giorno».

Ma l’alzata di scudi delle associazioni versiliesi indispettisce, soprattutto, i titolari dei bagni massesi che da anni combattono per una efficace lotta all’erosione e che temono – ora che gli interventi di allungamento e ristrutturazione delle scogliere nei “lotti” a sud del Magliano è in partenza e che, finalmente “qualcosa si vede” – un nuovo, ennesimo stop al progetto.

«A Forte dei Marmi ci sono timori per l’esportazione dell’erosione da Poveromo verso sud? Ok, mi pare normale che lo segnalino. Ma voglio ricordare che a Firenze, in Regione, quando ci fu l’incontro che diede okay agli interventi sulla spiaggia, oltre ai sindaci della nostra costa, oltre alla Provincia, c’era anche il sindaco di Forte Umberto Buratti. Dalla Versilia non possono dire che non sapevano: erano a conoscenza del progetto lo hanno visto e nulla hanno obiettato a quel’epoca», dice Stefano Gazzoli, vicepresidente dei balneari di Riviera Apuana. E poi, aggiunge, «voglio ricordare che le strutture in difesa della costa sono di dimensioni inferiori rispetto al progetto iniziale. Ripeto, ognuno fa la sua parte. E se l’esposto che arriva dalla Versilia servirà a fare luce su come sono stati spesi i soldi della Regione (14,9 milioni di euro) e se ci sono state irregolarità, ben venga. Ma che si voglia stoppare un intervento che tutti riconoscono come necessario, non mi pare corretto». Insomma tra Versilia e Apuania non è guerra ma quasi. (c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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