Il Tirreno

La protesta

Blitz nella notte: cambiate le targhe alle vie della città a Carrara

di Cinzia Chiappini
Uno dei nuovi nomi nella toponomastica carrarese
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Uno dei nuovi nomi nella toponomastica carrarese

Da via dei Baroni del marmo a via dei senza lavoro: il nuovo raid per denunciare le cose che non vanno

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CARRARA. Nell’era dei navigatori satellitari, sono ormai davvero pochi coloro che si orientano seguendo le cartine e leggendo le targhe poste agli angoli delle strade: se qualcuno avesse provato a farlo il 9 febbraio a Carrara però, si sarebbe sicuramente smarrito. E questo perché nottetempo sulle insegne marmoree delle principali vie cittadine sono stati apposti cartelli, con nomi provocatori. Nessun tentativo di depistaggio, è bene precisarlo: il blitz notturno aveva tutt’altri obiettivi.

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Esattamente come l’iniziativa di sei giorni fa, quando sui principali monumenti cittadini erano apparsi cartelli di protesta, anche questa volta l’iniziativa sembra voler lanciare un messaggio forte e chiaro all’amministrazione carrarese: modi e toni sono gli stessi e chiaramente riconducibili allo “stile” dell’Assemblea Permanente, anche se ieri, come martedì scorso, non c’è stata alcuna rivendicazione ufficiale. A “tradire” - si fa per dire - gli autori, sono proprio i nuovi nomi scelti per l’intitolazione di strade e piazze, tutti ispirati ai “cavalli di battaglia” degli ex presidianti. Una piccola rivoluzione della toponomastica carrarese all’insegna della satira e dello sberleffo, attraverso la quale i nomi dei grandi eroi del Risorgimento - ai quali sono intitolate molte strade cittadine – vengono sostituiti da espliciti richiami alla politica locale, siano essi cognomi di amministratori in carica o riferimenti ai temi caldi del dibattito cittadino. E così via Verdi, la “strada dell’arte” al centro di mille polemiche per il problematico rifacimento del marciapiede, la notte scorsa è diventata “via Baroni del Marmo, già via dei Capitali all’estero – ex via Mordi e Fuggi”. Una triplice intitolazione tutta dedicata al tema del lapideo, che in un cartello solo evidenzia il malcontento che aleggia in città e che investe più fronti: quello delle ricadute economiche, per cui a godere delle ricchezze delle nostre montagne non è la collettività ma solo un gruppo di privilegiati; quello dalle inchieste giudiziarie sul marmo; e quello ambientale, con l’idea di un’escavazione “di rapina”.

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Ma c’è un’altra strada “ribattezzata” sulla scia dell’ispirazione alle politiche del lapideo, ovvero via Mazzini: in un tratto questa diventa “Via dei senza lavoro, già vicolo dei blocchi all’estero” , con un riferimento che tiene insieme il boom della disoccupazione locale con l’impoverimento della filiera del marmo e il trend sempre positivo dell’export dei materiali grezzi mentre in un altro tratto la strada è “Via del Dissesto Ambientale, già via Bei me monti”, con tanto di citazione in dialetto stretto.

Gli autori del blitz hanno voluto dare spazio però anche alla protesta pura, rispolverando alcuni slogan dell’Assemblea Permanente: via Loris Giorgi è diventata così “Via Carrara si Ribella, limite urbano della sopportazione”, via Roma si è trasformata in “via Fora ‘l loz, già vicolo della miseria umana” mentre piazza Matteotti è stata ribattezzata “Via della povertà, già via Fabrizio de Andrè”.

Piazza Battsti, su cui si affaccia il Teatro degli Animosi, è stata ribattezzata “Piazza del Teatro Chiuso, già piazzetta Luci Spente”, con un esplicito riferimento ai lunghissimi lavori di ristrutturazione e adeguamento alla norma sismica e antincendio che da diversi anni rendono non fruibile il teatro.

E’ legata invece alle ultime vicende giudiziarie la "nuova intitolazione" di piazza Due Giugno, sede del municipio: chiamando in causa l’inchiesta aperta dalla Procura di Massa Carrara sugli accordi per le tariffe del marmo, che ha innescato 15 richieste di rinvio a giudizio indirizzate anche ad alcuni componenti della giunta in carica e di quella precedente, il cartello apposto questa volta direttamente su una porta di palazzo civico recita “Piazza dei Rinviati a Giudizio- già largo degli avvisi di garanzia”.

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E ancora: “Via del voto di scambio, già via dei precari Esselunga”, il cartello apposto sull’insegna del supermercato cittadino e “Via della Corruzione, via dei capitali all’estero”, che troneggia su un segnale di “stop” del centro.

Sono intitolate due strade al sindaco, vero bersaglio di questa protesta: via Cavour e via Ulivi sono state trasformate rispettivamente in “via del Zubbettino” e in “via Zubbani da Carrara.

Altre due vie sono state trasformate dagli autori del blitz, in “stradello dei Corrotti” e “vicolo dei Tempi Oscuri”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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