Il Tirreno

In tilt depuratore nuovo, liquami in mare

In tilt depuratore nuovo, liquami in mare

Due guasti in due giorni all’impianto ex Cersam, il Lavello si riempie di acqua di fogna, pannolini e carta igienica

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MASSA. Appena inaugurato e già va in tilt. Ieri e sabato pomeriggio, per due giorni di seguito, il torrente Lavello è stato inondato di liquami fuoriusciti dal nuovo depuratore ex Cersam, gestito da Gaia Spa. E sono finiti in mare. Migliaia di litri maleodorante acqua di fognatura nera – in pratica: quel che esce dai servizi igienici delle case massesi – frammenti di pannolini, di carta igienica, di altri materiali poco identificabili ma certo non salubri, sono finiti nelle acque del Lavello e sono poi sfociati in mare. Un’emergenza ambientale seria, che in estate si sarebbe trasformata in una Caporetto per il turismo balneare, con prevedibili divieti di balneazione e un colpo all’immagine del litorale apuano.

A provocare lo sversamento di liquami nel Lavello pare sia stato un guasto all’impianto di aspirazione del depuratore. Così hanno riferito a caldo i tecnici di Gaia Spa. I quali hanno ammesso che non esiste un filtro o comunque un sistema che, in caso di guasti o rotture, come quella che si è registrata in questi due giorni, impedisca ai liquami di riversarsi nel Lavello. C’è da dire anche che nei giorni lavorativi, l’impianto è gestito e controllato “de visu” dai dipendenti di Gaia, mentre nei weekend il depuratore funziona in automatico.

Tra i primi ad accorgersi del problema e ad allertare la polizia municipale è stato Romano Halilovic, che abita nelle vicinanze dell’imipanto. «Qui, dal lunedì al venerdì, l’acqua che esce dal depuratore è limpida, pulita. Ieri e oggi (sabato e domenica ndr.) abbiamo sentito un odore insopportabile e abbiamo visto uscire acqua marrone». Sulle sponde del Lavello e sulla riva del mare, alla foce del torrente sono accorse due pattuglie della polizia municipale, tecnici dell’Arpat (l’agenzia regionale di tutela ambientale) e il reperibile della squadra tecnica del Comune Dario Pantera. L’allarme, dicevamo, è scattato due volte, con modalità fotocopia. Racconta Stefano Benedetti consigliere comunale di Forza Italia, che abita nei pressi e che è andato sul posto: «Sabato mi hanno chiamato nel primo pomeriggio, sono arrivato al Lavello attorno alle 14.30 e ho trovato una grave situazione di inquinamento e quindi ho chiamato il Comune. Alle ore 17 circa il fosso portava ancora velocemente al mare i neri liquami del depuratore. E i tecnici di Gaia Spa non erano ancora arrivati». Ieri la cosa si è ripetuta, a partire dal primo pomeriggio ed è durata fino alle 18 circa, quando il flusso di liquami che aveva iniziato già prima progressivamente a ridursi, è cessato. Ma la squadra di Gaia Spa è arrivata soltanto dopo le 17.30. Eppure, attacca Benedetti «il presidente di Gaia Spa Nicola Lattanzi, aveva garantito che in caso di anomalie la reperibilità sarebbe intervenuta entro 15 minuti ».

Saranno gli agenti della polizia municipale ad accertare eventuali illeciti da sanzionare; saranno i tecnici dell’Arpat a misurare l’entità e l’ampiezza dell’inquinamento e a chiedere provvedimenti; e saranno gli esperti di Gaia Spa a individuare con esattezza le cause del ripetuto sversamento e a evitarne il ripetersi.

Ma intanto già infuria la polemica. Alimentata anche dal fatto che il depuratore all’ex Cersam, costato 8,5 milioni di euro di investimenti realizzato dopo almeno sette anni di attesa e ritardi e inaugurato poco più di un mese fa, a fine dicembre “in pompa magna” da Gaia e dall’amministrazione civica, doveva essere la soluzione ai problemi di odori nauseabondi e di inquinamento delle acque causati dal vecchio e ormai insufficiente impianto delle Querce. «Il superamento del vecchio depuratore significherà meno disagi per i cittadini, nessun cattivo odore, una qualità della vita migliore, come una qualità migliore delle acque», aveva dichiarato il sindaco Alessandro Volpi nel giorno del taglio del nastro. Per ora non è così.

Claudio Figaia

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