Sicurezza
Quei morti dal fisico asciutto
Daniel, Jonathan e gli altri: le tragedie inspiegabili di chi fa sport
FORTE DEI MARMI. È il terzo decesso improvviso, quello di Marco Giorgi, avvenuto in una palestra della Versilia. Le vittime, tutte persone abituate a praticare sport e che quindi erano anche sotto controllo dal punto di vista sanitario. Il 29 novembre 2014 è deceduto Daniel Hanak, 45 anni originario della Repubblica Ceca che si era sentito male negli spogliatoi prima dell’allenamento della palestra dove si recava, “La Sfera” nel quartiere Bicchio a Viareggio. Hanak stava cambiandosi prima dell’allenamento, quando ha accusato un dolore alla schiena (così ha raccontato un conoscente). Ha provato a fare un po' di stretching, ma non era un problema muscolare come credeva. I soccorsi che sono arrivati immediati non sono serviti purtroppo a salvare l’uomo, che una volta giunto al pronto soccorso dell'ospedale Versilia è deceduto. È stata una morte improvvisa, perchè fra i conoscenti nessuno si sarebbe aspettato una tragedia simile. Un altro episodio simile è avvenuto la sera del 16 dicembre del 2014 al Varignano, in via dei Peecchi alla palestra “No fight no life”. In questo caso protagonista sfortunato è stato Jonathan Fornari, 28 anni originario di Bozzano: un atleta, campione di arti marziali. Stava facendo anche lui stretching assieme al fratello quando si è sentito male. Anche questo ragazzo amante dello sport e praticante dell’attività agonistica era monitorato dal punto di vista sanitario, come fanno tutti quelli che praticano sport anche a livello agonistico. La domenica precedente prima della tragedia aveva gareggiato a Carrara conquistando la medaglia d'oro negli 85 chili. A distanza di pochi giorni era tornato ad allenarsi, come faceva abitualmente in palestra, quando è avvenuto l'imponderabile, quello che non ti saresti mai atteso. Come in pratica è accaduto a Marco Giorgi, tutte persone che abitualmente sono sotto controllo. Tre decessi che in qualche modo si accomunano, per la modalità, due degli sventurati sono in pratica coetanei, con l'eccezione di Fornari che era più giovane. Tutti con la passione dello sport e della frequentazioni delle palestre. Tre tragedie però improvvise e inaspettate che hanno colpito e addolorato, oltre i familiari, la cerchia delle amicizie.
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
