Il dolore
L’addio al prof che ispirò un monaco buddista
Paolo Viaggi aveva 72 anni. Da alunno a insegnante all’Istituto Tacca un incontro mistico lo portò in Thailandia per scolpire un grande Budda di giada
CARRARA. La scultura era la sua vita. "A scuola ero uno zucchello, ma quando mi davi in mano martello e scalpello...", raccontava sempre al figlio Giampaolo e agli amici. Paolo Viaggi, professore, artista e artigiano carrarese, se n'è andato a 72 anni, lasciando incompiuta la sua ultima opera in marmo statuario di Carrara: un Mosè. Era uno degli ultimi artigiani apuani che sapevano maneggiare con grande maestria gli arnesi manuali per scolpire il marmo. Non utilizzava la tecnica dei “punti” per dimensionare le opere, andava a istinto.
Aveva studiato alla Scuola del marmo Tacca, e nella stessa scuola era poi passato dai banchi degli alunni alla cattedra: fu docente di laboratorio di macchine per oltre venti anni. Un anno lo aveva trascorso in Thailandia, a Bangkok per realizzare un grande Budda in giada, voluto da un monaco che Viaggi, dopo il rientro a Carrara, non aveva mai dimenticato, tanto da custodire una sua foto nel laboratorio dove fino a poche settimane prima della propria morte, ha lavorato con il figlio Giampaolo.
Paolo Viaggi era anche un sergente degli Alpini e diverse sue sculture gli furono commissionate da privati nel Nord d’Italia. Tutte opere di ispirazioni religiosa. Era molto credente», dice il figlio Giampaolo, 38 anni, che dopo il Conservatorio dove ha studiato percussioni capì che la sua professione sarebbe stata un’altra musica: non quella della batteria o dei tamburi ai quali credeva inizialmente di essere destinato, ma quella particolare musica dello scalpello sul marmo. Tale padre, tale figlio. E così una decina di anni fa Giampaolo aprì col padre il laboratorio Viaggi in località Anderlino. «Io mi occupo di arte funeraria», racconta Giampaolo. Il il genitore dopo essere andato in pensione nel 2005, e avere lasciato l’insegnamento nella sua amata Scuola professionale del marmo, ogni giorno era lì, nel piccolo laboratorio. A pensare, a ideare, a disegnare, a creare le sue sculture nel pregiato marmo di Carrara.
Lo ricorda bene l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, vicina alla famiglia in lutto: «Un grande artista, con una grande conoscenza del marmo le cui potenzialità plastiche per lui non avevano segreti. Tutti lo hanno sempre chiamato “il prof.” e i suoi studenti gli hanno voluto bene».
La religiosità di Paolo Viaggi, gli ha fatto incontrare quella di un buddista: un monaco thailandese che sognò di dover lasciare Bangkok per recarsi a Carrara, in cerca dello scultore giusto per realizzare un grande Budda in giada, da collocare in una pagoda nel suo Paese. Éra il 1992: il monaco girò per vari laboratori carraresi, finché arrivò in quello di Paolo Viaggi, allora sulla Carriona in città. Vide Viaggi, “E’ lui”, disse. Poi andò a Vancouver in Canada a scegliere il blocco di giada, e lo portò a Bangkok là, Paolo Viaggi stette un anno (alla scuole del marmo era ancora precario), a scolpire quel Budda. Le foto di quell’esperienza mistica e lavorativa costellano il laboratorio ad Anderlino. Fra Cristi, Madonne, Angioletti, e piccoli Budda. Uno scultore classico, che sceglieva il marmo migliore, lo statuario, per sentirsi più vicino al Cielo. Sue opere sono andate da privati in America, in Inghilterra, in Germania. Ha scolpito in marmo statuario anche il re Rama V, un’opera collocata vicino all’aeroporto di Bangkok.
«Fino a cinque mesi fa mio padre ha lavorato qui con me – dice il figlio – poi la malattia gli ha impedito di venire in laboratorio». Un amico ricorda che voleva continuare a scolpire, che si era fatto portare a casa gli arnesi da lavoro e che aveva chiesto un pezzo di ulivo: almeno il legno, pensava, ce l’avrebbe fatta a lavorarlo, nonostante la malattia. Ma non ce l’ha fatta. Per lui che già a 11 anni bazzicava i laboratori, stare senza scalpello, gradino, compressore, era insopportabile. Li aveva accanto a sè negli ultimi istanti di vita. « Noi eravamo sempre insieme, mi ha insegnato tanto – dice il figlio. Ora è lassù, magari a parlare con Michelangelo». La moglie di Paolo Viaggi, Gina, per anni ha gestito il bar della sezione Alpini di Carrara. E le penne nere sono state per il prof. (che ha realizzato per loro un monumento a Gassano) un altro modo per essere vicino al cielo. Oggi i suoi funerali: si svolgeranno alle ore 15 nella chiesa di Nazzano, poi riposerà nel cimitero di Turigliano, proprio a due passi dal suo laboratorio.
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