Il Tirreno

Addio Marco, eri un bravo poliziotto

di Matteo Tuccini
Addio Marco, eri un bravo poliziotto

Malore fatale dopo un allenamento per Giorgi. Una vita sulle volanti, aveva 43 anni e due figli piccoli. Il dolore dei colleghi

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FORTE DEI MARMI. Era un bravo sbirro, Marco Giorgi. Uno di quelli che sta sul campo e non in ufficio. Che va in giro con la volante. Uno capace di arrestare un ladro dopo un inseguimento rocambolesco tra le ville.

Perché l’assistente capo del commissariato di Forte Marco Giorgi era tutto meno che un sedentario. Quarantatré anni, fisico coltivato con lo sport e la palestra. Per questo, e non solo, i colleghi e gli amici di Marco stentano a credere a quello che è avvenuto intorno alle 22,30 di venerdì scorso, nella palestra Joy Planet in via Aurelia a Pietrasanta. Un dolore allo stomaco lamentato dopo il consueto allenamento, la richiesta di aiuto. E il poliziotto, originario di Ancona ma da anni residente a Carrara con la moglie Delia Cellini e due bimbi piccoli, è spirato nonostante i tentativi di rianimarlo. Avrebbe dovuto fare la notte, come si dice in gergo, entrando in servizio all’1 assieme al collega di turno.

A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia che è stata ordinata dal magistrato, e che è in programma domani all’ospedale Versilia. Il funerale verrà svolto, con ogni probabilità, martedì a Carrara.

Il commissariato di Forte, e in generale il mondo delle forze dell’ordine, è sotto choc. Marco Giorgi era una colonna dell’ufficio aperto dieci anni fa. La polizia, in Versilia, ha il suo bel daffare, e non solo d’estate: tra Forte dei Marmi, Pietrasanta e le zone circostanti, i ladri e i rapinatori prendono spesso di mira ville, negozi, abitazioni. E Giorgi, che aveva sempre lavorato nella squadra Volante, era uno di quelli che pattugliava il territorio.

«Era qui con noi sin dall’inizio - afferma il vicequestore Enrico Parrini, dirigente del commissariato fortemarmino - uno dei migliori ragazzi della mia squadra. Una persona seria e disponibile, un bravo poliziotto, che ha sempre lavorato sul campo. Lo conoscevano tutti, per questa sua capacità di stare sul territorio. E oltre alle qualità umane, aveva una professionalità indiscutibile. Si era specializzato al corso scorte, tanto per far capire l’amore che aveva per la divisa. E di lui mi ricordo, in particolare, un bellissimo arresto fatto inseguendo un ladro dopo un furto. Una vera prova da poliziotto».

Il vicequestore, così come i colleghi, è rimasto sconvolto dalla notizia: «È incredibile pensare che uno come lui, così sportivo e atletico, se ne sia andato in questo modo. Siamo tutti distrutti, anche se il nostro lavoro continua e non potrebbe essere altrimenti. Certo che una tragedia del genere ti fa riflettere».

Così il ricordo del collega che ha lavorato per tanto tempo con lui sulla volante, Roberto Paglianti. Arrivati praticamente insieme nel commissariato di Forte, hanno svolto tanti servizi insieme: «Ho perso un grande amico, Marco era uno splendido marito e un eccellente padre e un ottimo poliziotto. Persone come te - dice rivolgendosi all’amico - ce ne sono poche, per sempre nei miei ricordi, ti voglio bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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