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I sindaci Magnani e Varese “sparano” contro le Poste

I sindaci Magnani e Varese “sparano” contro le Poste

Sei gli uffici che chiuderanno nella provincia: «I lunigianesi hanno già pagato il precedente ridimensionamento del servizio: disagi inaccettabili»

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AULLA. Sono una sessantina gli uffici postali destinati alla chiusura in Toscana e ben due sono nel Comune di Aulla, nelle frazioni di Caprigliola e Serricciolo. Chiuderanno nella nostra provincia anche gli uffici di Vinca nel comune di Fivizzano, Montidivalli a Podenzana, l’ufficio di Filetto a Villafranca e anche l’ufficio di Canevara a Massa.

Inevitabile, quindi, la levata di scudi del sindaco Silvia Magnani, che manifesta tutta la sua contrarietà in una lettera inviata all'amministratore delegato di Poste Italiane spa, Francesco Caio, e al direttore della filiale di Massa di Poste Italiane spa, Roberto Falorni. Nella lettera il sindaco di Aulla sottolinea che l'Amministrazione comunale aullese «si oppone fermamente alla decisione, in quanto ritiene che non si possa interrompere un servizio essenziale per i cittadini».

Silvia Magnani fa anche notare che "il ridimensionamento degli uffici postali, tra cui la chiusura dell'ufficio postale sito nella frazione di Rometta di Fivizzano, ha comportato l'aumento di utenti nell'ufficio postale di Serricciolo, che serve già oltre mille e 200 abitanti, mentre l'ufficio postale di Caprigliola, aperto soltanto due giorni la settimana, ha un bacino di utenza di oltre 800 abitanti, per la maggior parte anziani. La chiusura di questi uffici comporterebbe, pertanto, un grave disagio alla popolazione, non solo del Comune di Aulla, ma anche dei Comuni limitrofi, in un territorio già ampiamente penalizzato dai recenti tagli al trasporto pubblico, disagi che hanno colpito le fasce più deboli dei nostri concittadini".

Il primo cittadino aullese conclude la lettera con l'auspicio che possa essere fissato un incontro nel più breve tempo possibile. Anche nel confinante Comune di Podenzana un ufficio postale è destinato alla soppressione, quello di Montedivalli, e il sindaco Riccardo Varese ha preso anch'esso carta e penna per esprimere il proprio radicale dissenso alle sedi di Poste Italiane spa di Roma e Firenze, ritenendo questa decisione «veramente inaccettabile per un territorio come Montedivalli, già pesantemente penalizzato per essere territorio di confine dove vivono circa mille e 50 persone, per la maggior parte anziani (il 75%)».

Varese attacca la logica del risparmio, «che va a discapito dei cittadini, delle loro necessità e delle loro esigenze», e si augura che chi di competenza riveda «questa sciagurata decisione. Sicuramente come Amministrazione comunale ci opporremo totalmente e fermamente a quella che ritengo una vera e propria penalizzazione sociale» aggiunge il sindaco di Podenzana, che annuncia la messa in campo di ogni iniziativa possibile per salvare l'ufficio postale di Montedivalli.

La protesta dei Comuni quindi monta e forse verrà anche coordinata visto che il malumore è generale e le motivazioni di fondo sempre le stesse: si colpiscono i più deboli, viene a mancara la funzione pubblica del servizio.

Gianluca Uberti

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