Il Tirreno

Carrara, la molecola anti calvizie va a processo

Chiara Sillicani
Tribunale massa
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Tribunale massa

Una società  fa un progetto per sfruttarne le proprietà, ma i soci litigano e due finiscono alla sbarra. Imputato anche il commercialista che li avrebbe aiutati ad avere finanziamenti dall'Europa. Testimone in aula anche Cesare Ragazzi

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CARRARA. L'uomo che, raggiunta la mezza età, non sogna una chioma fluente, alzi la mano. Eh sì perchè il primo segno degli anni che passano è la testa rasata a zero.La società carrarese Barcovanline lo sa bene tanto da investire risorse, umane e finanziarie, per trovare la risposta delle risposte  alla calvizie. Il frutto del lavoro è  un progetto  farmacologico per sfruttare al massimo le proprietà della deina, molecola di derivazione cortisonica.

Ed è per colpa della deina che oggi Sara e Pier Lorenzo Vannucci (padre e figlia e soci della Barcovanline) si trovano a processo. Perchè se in un primo momento le cose vanno a gonfie vele, i problemi arrivano quando  entra in gioco la richiesta di brevetto: l'idillio si rompe. Il dottor Barco, socio della famiglia Vannucci, rivendica la paternità del progetto che dovrebbe regalare i capelli a chi non li ha più, contesta ai Vannucci di aver invece svolto il ruolo di primi attori  nella commercializzazione e nello sviluppo del prodotto.  Diatriba tutta civilistica, almeno in una prima fase, poi il quadro si complica e Barco presenta denuncia alle forze dell'ordine. Così Sara e Pier Lorenzo Vannucci finiscono a processo con l'accusa di false fatture e truffa ai danni della comunità eurpoea. Ebbene sì perchè  per realizzare il progetto, la società ( anch'essa  alla sbarra) punta ad un finanziamento da Bruxelles e per ottenerlo si affiida a Paolo Strano, commercialista, esperto nel settore. Così quando arrivano i guai,  anche Strano si ritrova sul banco degli imputati: per lui l'accusa contesta però solo il reato di truffa.

Barco si costituisce parte civile e, di fronte al giudice  Giovanni Sgambati,  spiega il potere della deina, la sua efficacia e garantisce di parlare da esperto: "Sono consulente di uomini importanti, anche di capi di stato esteri". 

E che la deina funzioni lo sostiene in aula anche un esperto di farmacologia: da studi scientifici il potere della sostanza è provato. Soprattutto se l'azione è combinata con quella dell'ozono. La Barcovanline, infatti, chiede soldi all'Europa proprio per realizzare una vasca con emissioni ozono in cui immergersi. Con effetti lenitivi sui dolori articolari e con potere contro la caduta dei capelli. A far capire meglio come stanno  le cose sarà, durante la prossima udienza, il mago dell'anti calvizie, Cesare Ragazzi. Lo ha chiamato in aula, come testimone, la difesa di  Paolo Strano.

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