Il Tirreno

Falsifica il reddito, famiglia nei guai

Falsifica il reddito, famiglia nei guai

Secondo il pm volevano ridurre l’affitto dell’Erp. Ma il giudice li proscioglie

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Nella loro dichiarazione dei redditi non è finito il figlio. Certo, il ragazzo ha lavorato soltanto un paio di mesi in un anno e, nonostante abbia la residenza con mamma e papà, vive altrove. Ma per l’Erp, l’ente che gestisce le case popolari, il figlio nello stato di famiglia c’è e la mancata dichiarazione del suo reddito fa “scendere” di fascia il nucleo familiare, garantendogli un risparmio di circa 200 euro il mese sull’affitto della casa.

Il capo famiglia, quello che ha presentato la dichiarazione, finisce,quindi, nei guai con accuse pesanti: truffa aggravata nei confronti dello Stato e falsa attestazione sul reddito imponibile.

Di fronte alla denuncia dell’Erp si aprono le indagini, la famiglia si affida agli avvocato Alessio Menconi ed Elisabetta Galeazzi. Fin dall’inizio moglie e marito si difendono spiegando che il figlio ha solo la residenza a casa loro, ma non ci vive. Non solo, garantiscono - e provano - che il suo guadagno è minimo: su 12 mesi ha lavorato soltanto due. Per evitare complicazioni, mettono le mani in tasca e regolarizzano la posizione con l’Erp, versando la cifra contestata, pari ai 2400 euro che avrebbero risparmiato. Ma l’inchiesta prosegue fino alla richiesta di rinvio a giudizio. Ieri mattina l’udienza preliminare: il giudice Alessandro Trinci decide il non luogo a procedere: l’importo della contestata truffa ai danni dello Stato è al di sotto dei 4mila euro. Scatta quindi una sanzione penale, dai 5 ai 25mila euro che non può comunque essere superiore al triplo della cifra contestata. La famiglia, quindi, si salva dal processo ma rischia di dover sborsare 7000 euro.(C.S.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa