Sicurezza
Cartella clinica addio In corsia arrivano i tablet
Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl, illustra il nuovo ospedale: rete wi fi, camere per due, niente reparti. E alta tecnologia per la diagnostica
MASSA. Lavori e collaudi conclusi al nuovo ospedale delle Apuane per novembre 2015: nessuna possibilità di rinviare la data di inaugurazione del tanto atteso, quanto discusso, nosocomio che rivoluzionerà tutta la sanità apuana. Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’azienda sanitaria locale e il direttore sanitario Maurizio Dal Maso, indicano tutto ciò che cambierà tra pochi mesi.
Dottoressa De Lauretis come cambierà la sanità con l’apertura del Noa?
«A novembre verrà aperto il nuovo ospedale per acuti in cui saranno trasferiti tutti i professionisti e le specialità oggi divise tra i presidi di Massa, Carrara e, in parte, Montepepe (la ginecologia e il materno infantile). Finalmente i medici potranno lavorare insieme in un corpo unico e anche i pazienti saranno curati in un’unica struttura senza doversi spostare da un ospedale all’altro. Ci saranno un blocco operatorio e una rianimazione unica, le degenze saranno vicine e l’organizzazione sarà per intensità di cure. Cambierà il percorso assistenziale per il paziente: non ci saranno più reparti divisi per specialità, ma un’area medica e un’area chirurgica. La carta scomparirà e sarà sostituita dai tablet per la registrazione delle cartelle cliniche: tutta la struttura su viale Mattei sarà, infatti, coperta da rete wi-fi. Le camere di degenza - la direttrice passa ai dettagli - avranno un bagno ciascuna e saranno più piccole delle attuali, in grado di accogliere due (non più tre o quattro) letti, tutte dotate di aria condizionata. Prevista anche un’ampia area commerciale, dedicata al ristoro e ai negozi».
I reparti, come li conosciamo oggi, saranno completamente smantellati?
«I reparti di degenza sì. L’ospedale di Massa sarà chiuso definitivamente e a Carrara rimarrà solo un presidio di attività diurno e polispecialistico di alta specialità con la radioterapia, la diagnostica pesante, l’anatomia patologia che ora è ospitata a Massa (in un sede in affitto), la chirurgia oculistica ambulatoria, la chirurgia “minore” e l’oncologia ambulatoriale. Anche la pediatria, l’ostetricia e la ginecologia da Montepepe saranno trasferito al Noa (Nuovo ospedale della Apuane). Solo i bambini a cui è stata diagnosticata una malformazione cardiaca in fase prenatale, potranno nascere presso la Fondazione Monasterio che rimarrà nella attuale sede di Montepepe».
Dottor Dal Maso come cambierà la degenza per i pazienti?
«Nel Noa ci saranno due linee da seguire, quella per l’urgenza (pronto soccorso) e quella dell’elezione (per gli interventi programmati). Per i pazienti non ci saranno grossi cambiamenti: saranno i professionisti delle varie specializzazioni a dare tutte le risposte al malato. I cittadini avranno garantita la continuità assistenziale in un’unica struttura e così anche il tempo di ricovero sarà adeguato alle necessità e alle specifiche esigenze. Non ci saranno funzioni replicate. Esempio: un malato che ha una patologia chirurgica e dovrà essere operato, in un unico “contenitore” avrà a disposizione quello che gli serve: in un piano dell’ospedale sarà accolta l’area chirurgica (blocco operatorio, terapie intensive e subintensive), in un altro quella medica e in un altro ancora (il primo) saranno ospitati mamme e bambini nel materno infantile. Il paziente, grazie anche alla cartella clinica informatizzata, sarà preso in carico completamente. E gli verrà indicato tutto il percorso da seguire senza che debba prenotare da solo ogni visita o controllo».
Ci sarà, finalmente, un pronto soccorso pediatrico?
«Il pronto soccorso, la pediatria e il materno infantile sarà tutto in unico ospedale e non ci sarà più lo spostamento tra un ospedale e l’altro e i bimbi avranno una corsia preferenziale».
Recentemente si è parlato molto di malasanità soprattutto dopo il caso della pinza dimenticata nell’addome di un paziente. Renderete ancora più rigidi i protocolli di sicurezza?
«C’è stato un errore, ma siamo comunque al di sotto della media rispetto agli altri ospedali d’Italia. Saranno fatte radiografie di controllo alla fine degli interventi per un’ulteriore verifica».
Le liste di attesa per le visite specialistiche si ridurranno?
«Nel Noa c’è una maggiore offerta diagnostica, due Tac e una nuova risonanza. Nel percorso di screening non ci sono lunghe attese. Per avere una prima visita, fuori da uno screening, cercheremo di fare meglio anche se la nostra azienda sta lavorando molto bene».
Sara Lavorini
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