Il Tirreno

sanita'

Asl, quaranta esuberi e tagli per dieci milioni di euro

di Chiara Sillicani
L'ospedale di Massa
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L'ospedale di Massa

Dallo Stato meno soldi e anche la Regione riduce i trasferimenti Prevista riduzione di personale medico e dei primari. Salvi (per ora) infermieri e Oss

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MASSA. Per il 2015 il segno - su questo non c’è dubbio - è il meno. Anche all’Asl: 40 dipendenti in meno, 10 milioni in meno.

E la rivoluzione delle rivoluzioni arriverà il 1° gennaio del 2016: tre grandi aziende di area vasta per un risparmio stimato di 300 milioni di euro. È la ricetta Toscana ai tagli (o ridotti trasferimenti) decisi da Roma. Dallo Stato arriveranno 400 milioni in meno e alla giunta tocca correre ai ripari. Nel 2016, quindi, il cambiamento storico, ma le svolte epocali non sono mai fulmini a ciel sereno e il contraccolpo dei ridotti trasferimenti statali si fa sentire anche nel 2015. Roma ha meno soldi e meno ne dà alle Regioni: Firenze, quindi, stringe i cordoni della borsa e alla sanità apuana - per arrivare alla morale della favola - toccano 10 milioni in meno rispetto al 2014: da 354 milioni di euro a 344.

«Proprio ora... che stavamo riprendendo ossigeno» è l’unico commento che si lascia sfuggire Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl. Sì perché sotto le Apuane - causa maxi buco - i conti della serva l’azienda sanitaria li ha già dovuti fare. Adesso tocca rimettersi a contare gli spiccioli: riduzioni, rimodulazione di contratti e - questo l’elemento clou - un’altra sforbiciata ai dipendenti. Centoventi le persone che tra il 2015 e il 2016, grazie agli “scivoli” pre Fornero se ne vanno in pensione, solo un’ottantina, invece, i dipendenti che verranno riassunti. Calcolo da prima elementare: 40 persone in meno. Meno medici, meno primari e meno amministrativi. Tagliare in altri settori è escluso: «Non ci sarà alcuna riduzione - parola della direttrice generale - su infermieri e operatori socio sanitari».

Salvi anche i tecnici di radiologia. Su tutti gli altri settori, invece, incombono le lame della forbice: «Su richiesta della Regione Toscana - spiega l’Asl apuana - è stato effettuato un censimento dei dipendenti aventi diritto ad essere collocati in pensione secondo la normativa pre Fornero. Sono 93 quelli che hanno i requisiti nel 2015, mentre altri 30 raggiungono i medesimi requisiti nel 2016. È comunque da escludere - ribadisce la direzione - la possibilità di dichiarare esuberi nel personale infermieristico ed Oss; pertanto saranno coinvolti tutti gli altri profili professionali, compresi i dirigenti medici e taluni direttori di struttura complessa».

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Tagli, quindi, ma partendo dall’alto. Un piano dettagliato ancora no c’è, né è stato presentata una bozza alle organizzazioni sindacali. Non c’è il piano perchè la direzione sanitaria spera ancora che qualche soldo in più da Firenze arrivi: «Stando alla delibera regionale che assegna le risorse - è la sintesi di Maria Teresa De Lauretis - abbiamo 10 milioni in meno rispetto allo scorso anno, ma l’importo complessivo non è ancora definito, non escludiamo quindi che il taglio possa essere ridotto».

Certo è che agli uffici dell’Asl tocca mettersi al lavoro per garantire lo stesso standard - se possibile migliorarlo - con risorse ridotte: «Ridefiniremo gli obbiettivi di spesa per farmacia, dispositivi e presidi. Dovremo anche intervenire sugli affitti, dismettendo alcune sedi, come abbiamo già fatto per il Sert in Lunigiana». Ritocchi e turn over pesantemente ridotto: 120 se ne vanno. E solo 80 entrano.

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