Il Tirreno

Alberghiero, un piano per salvare il convitto

di Melania Carnevali
Alberghiero, un piano per salvare il convitto

L’assessore regionale Bobbio invita la Provincia a partecipare al bando che a primavera distribuirà soldi per l’edilizia scolastica

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MASSA. L'istituto alberghiero Giuseppe Minuto non perderà il suo convitto. Certo, il rischio ci sarebbe, ma ci sono anche tutti i presupposti per superarlo. A sostenerlo è il dirigente scolastico, Anna Rosa Vatteroni, che ieri mattina ha incontrato l'assessore regionale all'istruzione, Emmanuele Bobbio, il provveditore agli studi, Luigi Sebastiani e la Provincia proprio per parlare del futuro di quell'istituto considerato la punta di diamante del sistema scolastico toscano.

Un diamante che tuttavia rischia di smettere di luccicare, viste le criticità che sta accumulando negli anni. Una buona parte della struttura, compreso l'ex convitto e un laboratorio di cucina, è infatti inagibile. Così centinaia di alunni sono costretti a fare lezione nei locali in un altro istituto, il Toniolo, con tutti i disagi che comporta il non avere gli spazi idonei alla didattica.

Mentre, per quanto riguarda il convitto, i circa cento fuori sede sono attualmente ospitati nella struttura detta Firenzuola di proprietà della parrocchia della Partaccia. Una struttura anche questa non idonea, dal momento che non ha aule studio ed è troppo piccola per ospitare tutti i convittori. Per di più costa.

Ogni anno la Provincia, da almeno tre anni, sborsa 100mila euro.

«Soldi che per quest'anno ci sono – commenta il presidente della Provincia, Narciso Buffoni – ma che dal prossimo anno scolastico, visto i continui tagli all'ente, non sappiamo se riusciremo a garantire».

Da qui l'allarme lanciato in questi giorni dai sindacati. Le sfide del Minuto quindi sono due: quella di ristrutturare l'edificio scolastico, per permettere agli alunni al Toniolo di tornare al Casone e quella di trovare una sede alternativa per il convitto.

Il progetto è infatti quello di creare nell'ex convitto delle aule. Il progetto c'è e il costo sia aggira intorno ai 700 mila euro. Soldi che chiaramente la Provincia non ha. E qui entra in ballo la Regione, che ieri, attraverso il suo assessore all'istruzione, ha fatto sapere dell'esistenza di un bando regionale per l'edilizia scolastica che si aprirà in primavera.

«Bisogna giocarcela in questo bando – commenta il provveditore, che ha fortemente voluto l'incontro di ieri – E' giunta l'ora di smetterla con i discorsi e passare ai fatti, perché questo istituto è veramente una chicca nel sistema scolastico regionale, anche per il suo convitto che è un caso unico in Toscana. Quindi non possiamo rischiare di perderlo».

Il convitto appunto. Per il momento l'unico spiraglio di luce è stato aperto dall'amministrazione comunale, che ha messo a disposizione la struttura dell'Ugo Pisa.

La quale però ha bisogno di essere, anche lei, ristrutturata. Si tratta, a questo punto, di capire se il Comune abbia i soldi per farlo o se riesca a intercettare fondi alternativa.

«La soluzione non è certo immediata – fa sapere la dirigente scolastica del Minuto – ma si troverà sicuramente. L'incontro di ieri ha dimostrato che c'è la volontà di superare i problemi e che siamo incamminati in un percorso di progettualità. Il prossimo incontro sarà quindi con il Comune».

Intanto la prima sfida sarà vincere il bando regionale e vedre se tra Comune, Provincia e Regione si troveranno risorse immediate e un progetto per garantire certezze ad una scuola che ha un migliaio di studenti ed è un punto di riferimento qualificato e qualificante nel settore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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