Il Tirreno

Acqua troppo cara, calmieriamola

Acqua troppo cara, calmieriamola

Due ordini del giorno presentati in consiglio dal Movimento Cinque stelle

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MASSA. Due ordini del giorno con al centro l'acqua e il gestore del servizio idrico Gaia spa. Sono quelli che ha presentato il M5S di Massa (e che aspettano da tempo di essere discussi dal consiglio comunale) per ribadire un concetto: l'acqua costa troppo.

«La Regione – fa sapere la consigliera 5Stelle, Luana Mencarelli - ha la possibilità di stanziare risorse al fine di ottenere effetti calmieranti sulla tariffa del servizio e la giunta può dare un sostegno finanziario alle società di gestione del servizio idrico integrato. Per contro in conformità alla normativa europea la tariffa del servizio idrico deve consentire il recupero integrale dei costi di esercizio e di investimento, compresi i costi finanziari».

La prima proposta dunque è su consumi e tariffe. Il Movimento chiede di abolire la sospensione della fornitura dell’acqua per morosità «a favore della contestuale installazione di un apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona»; una rimodulazione della tariffa, sia riportando la fascia “Eccedenza” a 200mc per nuclei familiari di tre componenti, aumentandola di 64mc per ogni componente in più, sia stabilendo una percentuale di riduzione dei metri cubi di fognatura rispetto alla quantità di acqua erogata; di rinunciare a una percentuale dei crediti vantati dai comuni verso Gaia per decurtare la voce delle partite pregresse dalla bolletta oppure per finanziare la gratuità dei primi 50 litri di acqua al giorno a persona (minino vitale garantito) oppure per finanziare la fornitura gratuita di riduttori di flusso per rubinetti e docce.

Sulla gestione di Gaia invece chiedono al sindaco di «promuovere all’interno dell’Ait la proposta di spostare parte degli investimenti del piano d’ambito nel piano ambientale energetico regionale e di richiedere sostegno alla Regione per la realizzazione del Piano d’Ambito». Migliorare poi la gestione finanziaria tramite la valorizzazione delle risorse interne e la mobilità del personale fra le società partecipate «al fine di azzerare le consulenze professionali e di evitare l’esternalizzazione dei servizi» e di trasformare una percentuale dei crediti vantati dai comuni verso Gaia in quote di capitale sociale della stessa società idrica «così da diminuire, tramite un minor ricorso al credito bancario, i costi finanziari».

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