Sicurezza
Telefonino “intelligente” scova il ladro
Dopo un furto, è finito in mano ad un massese che gli ha cambiato la scheda, ma dal cellulare è partito un messaggio ai parenti del proprietario con il numero della nuova utenza
MASSA. Si è trovato a processo con l’accusa di ricettazione: secondo il pubblico ministero avrebbe acquistato un telefonino rubato. E se fosse per questo, l’udienza, davanti al giudice Fulvio Biasotti, non brillerebbe certo per originalità. Eppure un tratto di originalità c’è eccome perchè l’imputato è finito in un’aula di tribunale grazie - dal suo punto di vista, per colpa - di un telefonino “intelligente”.
Il legittimo proprietario, quello a cui è stato rubato, aveva infatti firmato un contratto particolare con una compagnia telefonica: il contratto in questione, prevedeva che, nel caso la scheda sim fosse stata cambiata, sarebbe arrivato un messaggio ai telefonini di alcuni parenti del proprietario. E in quegli sms sarebbe stato scritto anche il nuovo numero telefonico.
Il meccanismo funziona: il proprietario scopre di essere senza telefono e sospetta che gli sia stato rubato. Qualche giorno e alla moglie e ai figli arriva un sms: il messaggio li avvisa - come previsto - che sul telefono di papà è stata installata una nuova scheda. Con tanto di numero. Ma loro sanno che l’uomo il cellulare non ce l’ha più e lo informano. Il proprietario si presenta quindi ai carabinieri con il nuovo numero: bastano un paio di verifiche per beccare l’intestatario. Ora l’uomo è a processo per ricettazione: per aver comprato da terzi merce rubata, il telefonino “intelligente” l’ha incastrato. <QM>
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