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Morta la partigiana Bruna Corradi: l’amore oltre le idee

Morta la partigiana Bruna Corradi: l’amore oltre le idee

Aveva 93 anni e nel 1955 sposò un esponente del Msi Racconta la figlia Piera: «La politica non li ha mai divisi»

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CARRARA. «E’ morta la mia mamma, da ragazza portava le armi ai partigiani sui monti». E’ la figlia Piera che ricorda la madre, Bruna Corradi, («la chiamavano “la gatta"»), deceduta all’età di 93 anni.

Ma, in questo caso, la storia dei partigiani, della Resistenza apuana, e di chi stava dall’altra parte, durante la seconda guerra mondiale, si intreccia con una vita familiare, quella di Bruna Corradi, che ha travalicato le posizioni politiche, le ideologie. E consegna ai posteri qualcosa su cui riflettere, al di là delle vicende carraresi della guerra e del dopoguerra. Bruna Corradi, che, come dice la figlia Piera fu molto amica di Francesca Rolla la partigiana il cui murale troneggia su un edificio del centro storico cittadino, in piazza delle Erbe, sposò Mario Almo Edera, che nel 1947 con un gruppo di ex repubblichini, fondò a Carrara la sezione del Msi del quale per anni fu segretario provinciale.

Fra Bruna e Mario fu un amore assoluto nel quale la politica non entrava.

Il matrimonio il 21 gennaio 1955. Poi la nascita di due figlie, Piera e Fiammetta. Una famiglia solida. Edera fu impiegato amministrativo nella società carrarese della Ferrovia Marmifera, fino al momento in cui venne smantellata. Passò agli uffici comunali come impiegato.

«Mio padre – racconta Piera – morì nell’agosto del 2007 (aveva 88 anni, ndr.). Lui, che da ragazzo voleva fare il frate, era poi stato nella Repubblica di Salò. Mia mamma prima di conoscerlo era partigiana. Ma quando si sposarono, lei, con le proprie idee, le fu sempre accanto. A noi figlie hanno insegnato il rispetto. La politica non li ha mai divisi».

Bruna Corradi, molti a Carrara se la ricordano bene. «Fu anche premiata in una cerimonia a Massa», dice Piera.

Ma la storia di questa ultranovantenne non finisce qui: sarà sepolta nella tomba dove giace suo padre, Primo Pietro Corradi, «che fu il primo italiano a sbarcare in Libia nella prima guerra mondiale», racconta ancora la nipote Piera.

«Io la Bruna l’ho conosciuta – dice il presidente provinciale dell’Anpi Giorgio Lindi – con lei ci ho parlato diverse volte. Sì, fu una staffetta dei partigiani». Quel matrimonio che unì due persone ideologicamente diverse, non ha subito gli effetti della storia che tende a distinguere, a posizionare (perché lo fanno gli uomini). «All’amore non si comanda», dice Lindi. E oggi il ricordo è tutto rivolto a Bruna Corradi, da parte di coloro (figlie, parenti, tutte le persone che le hanno voluto bene) che la accompagneranno all’ultima dimora, stamani: i funerali si svolgeranno alle ore 10 nella chiesa di San Francesco in città e poi Bruna Corradi riposerà a Turigliano, vicina al padre.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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