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Palazzo Brancadoro, torna l’incubo maxirisarcimento

Palazzo Brancadoro, torna l’incubo maxirisarcimento

Il Comune condannato a pagare in primo grado “solo” 115.000 euro, ma adesso la società fa ricorso in appello e chiede 1.314.476 di danni per ritardata consegna

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MASSA. Non finisce qui. Quando il Comune sembrava avere chiuso, limitando al minimo i danni, il contenzioso con l’Immobiliare Brancadoro srl., proprietaria del prestigioso palazzo di piazza Aranci che ospitava parte degli uffici municipali, ecco che la Brancadorso sferra il contrattacco e presenta ricorsa davanti alla Corte di Appello. E per l’amministrazione Volpi, torna l’incubo di dover sborsare la somma “astronomica” di 1,3 milioni di euro di risarcimento.

Si tratta di questo. A fine 2009, il Comune lascia gli spazi in affitto a palazzo Brancadoro (che è attaccato a palazzo comunale ne costituisce una specie di prosecuzione), circa 400 metri quadrati per i quali pagava un affitto annuo di circa 180.000 euro, e sposta gli uffici in via Cavour. Al momento della riconsegna dei locali, Brancadoro solleva il problema: gli uffici sono stati danneggiati dall’uso, il Comune deve pagare i lavori di riparazione e ripulitira. Il Comune si oppone, i tentativi di mediazione tra le parti non arrivano a risultati definitivi e il caso finisce in tribunale. Dove Brancadoro, dopo aver chiesto un accertamento tecnico al tribunale, chiede un maxi risarcimento di 1.314.476 euro. Cifra che, secondo la società, e l'avvocato Mario Mattei che la rappresenta davanti al giudice, è la somma dei danni subiti per il ritardo con cui il Comune ha riconsegnato l'immobile al proprietario. Brancadoro, cioè, si era rifiutata di prendere in consegna l'immobile finchè l'amministrazione civica non avesse pagato i danni ai locali provocati dall'uso e chiede il risarcimento per mancati introiti derivati dal mancato utilizzo dell'immobile.

Alla fine dello scorso anno, la sentenza. Il tribunale riconosce sì le ragioni di Brancadoro, ma gli riconosce il diritto a un risarcimento molto più basso rispetto a quello richiesto: 115.000 euro circa. Per palazzo civico, difeso in giudizio dall’avvocato Sergio Menchini, è, in sostanza, una vittoria: perchè se è vero che l’ente è stato formalmente condannato, la somma di risarcimento fissata dal giudice è un decimo di quella richiesta dalla controparte, e viene ritenuta accettabile e “congrua”, tant’è che i legali suggeriscono al Comune di non fare ricorso. È invece Brancadoro a opporsi e a rivolgersi alla corte di appello di Genova al fine di ottenere il ben più cospicuo risarcimento già richiesto nel giudizio di primo grado, Cioè oltre 1.300.000 euro. Insomma, il rischio di un esborso extra per le casse municipali (di soldi della collettività, vale la pena ricordare) che sembrava allontanato dalla sentenza di primo grado, “di condanna” ma tutto sommato favorevole, torna a pesare sui bilanci di palazzo civico. I giudici di Genova potrebbero infatti riconoscere a Brancadoro tutto il risarcimento da esso richiesto. Un secondo round tutto da giocare.

Va ricordato in proposito che già nel 2011, prima di conoscere l’esito del procedimento in tribunale, il Comune aveva versato nelle casse della Brancadoro un tesoretto di 82mila euro per chiudere in via extragiudiziale il contenzioso sui danni provocati all'edificio dall'uso come uffici comunali. Un esborso che non è a quanto pare stato sufficiente a soddisfare le richieste della immobiliare, che, davanti al giudice ha sollevato la questione dei danni patrimoniali subiti dal non aver potuto utilizzare (riaffittare) quei locali per oltre due anni perchè danneggiati dal precedente inquilino (il Comune, appunto).(c.f.)

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