Il dolore
L’addio a Renato Guadagni centenario dal cuore d’oro
Lo scorso anno per il suo compleanno non volle regali, ma ne fece uno lui: una sedia a rotelle per il reparto ospedaliero di oncologia. Oggi i funerali
CARRARA. E’ morto Renato Guadagni: aveva compiuto cento anni lo scorso settembre, e nella sua vita, ricca di eventi, di lavoro nel marmo come cavatore e sbozzatore, e di militanza come ex tenente di cavalleria, ha sempre dimostrato il suo grande cuore. Proprio l’anno scorso, per festeggiare il suo secolo di vita, non aveva voluto regali per sè, ma ne aveva fatto uno lui: una sedia a rotelle per il reparto di oncologia, quello stesso reparto in cui un tempo era stato curato. Quella sua idea, altruistica e pratica, l’aveva annunciata al figlio Aronte, infermiere in pensione (che è stato braccio destro in sala operatoria del professor Achille Sicari): niente spese per la festa di compleanno, i soldi dovevano essere utilizzati per l’ospedale di Carrara.
E così era stato. E nel reparto di oncologia, era arrivato lui con il suo regalo. Aveva portato allegria nel reparto, e, cosa importante, aveva lasciato quel dono tanto utile.
In fondo, quando si compiono cento anni, cosa si può ancora desiderare per sè? Nonno Renato aveva le idee ben chiare.
Renato Guadagni, era arrivato nel reparto ospedaliero appoggiandosi al bastone, ma un tempo le sue mani forti avevano scalpellato il marmo di Carrara. Negli anni Cinquanta sbozzò il blocco che divenne il Cristo redentore dell’Avana a Cuba. E l’anno scorso era l’unico ancor a in vita degli sbozzatori che si occuparono di quel blocco che venne scolpito da Jilma Madera una delle più famose scultrici di Cuba.
Renato Guadagni, è stato uno di quegli uomini carraresi tutti d’un pezzo, generoso, con la voglia di lavorare, che lasciano un bel ricordo.
In gamba fino alla soglia del secolo, l’anno scorso aveva raccontato che mangiava poco e bene, cibi sani, carrarini, come i taglierini nei fagioli. Mezzo bicchiere di vino a tavola. A novantatto anni, aveva l’abbonamento per prendere l’autobus: si recava al circolo degli anziani a Marina.
Ora se n’è andato ma solo fisicamente. Ciò che è stato, come persona, è vivo nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, apprezzato, amato: il figlio Aronte, la nuova Palmira, le due nipoti Renata e Marzia, e il personale del reparto di oncologia. «Ci mancherà a tutti» dice commossa la nipote Renata, e di più, non riesce ad aggiungere. E’ già un bel traguardo arrivare a cento anni, ma lo è ancor di più se nella vita si è seminato bene. Come ha fatto Renato Guadagni. I suoi funerali si svolgeranno oggi alle ore 15 dall’obitorio per la chiesa di San Francesco. Poi riposerà nel cimitero di Turigliano.
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