Il Tirreno

Il turismo religioso sposa l’enogastronomia

Il turismo religioso sposa l’enogastronomia

Tema del convegno al teatro della Rosa per lanciare il nuovo indirizzo dell’istituto Belmesseri

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PONTREMOLI. Turismo come potenziale simbolo di una rinascita culturale ma soprattutto di un territorio come la Lunigiana. È stato questo il tema tracciato nell’incontro che si è tenuto ieri mattina, alla presenza di una numerosa platea di tanti giovani studenti delle scuole superiori lunigianesi, al teatro della Rosa in un convegno sul tema “Pontremoli: prospettive per il turismo religioso, rurale, culturale, enogastronomico, esperienziale”.

Un incontro che ha dato anche il modo di presentare il nuovo indirizzo di studio “Turismo” che dal prossimo settembre partirà all’istituto “Belmesseri” di Pontremoli. Si tratta del primo indirizzo del genere in provincia e la professoressa Raffaella Marioni, che ne ha tracciato un sintetico ma appassionato ritratto, ha esordito proprio esaltando questa unicità che rappresenta anche una sfida «ci siano molto interrogati se questa tipologia di indirizzo può rappresentare un trampolino di lancio per i nostri giovani e per il nostro territorio. In parte è una scommessa ma siamo convinti che ci sia il materiale per ottenere ottimi risultati».

Un nuovo settore di studi che dovrebbe quindi formare gli studenti con competenze specifiche nel settore turistico e una preparazione generale nel campo dei macrofenomeni economici nazionali ed internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi aziendali. Ma l’illustrazione del nuovo percorso di studi del Belmesseri è stato l’atto conclusivo di una mattinata legata proprio alla tematica del turismo e della valorizzazione del territorio in questo ambito, come evidenziato in più occasioni anche dal sindaco Lucia Baracchini, intervenuta nell’occasione nel duplice ruolo di primo cittadino e di dirigente scolastica del “Pacinotti”.

In particolare Francesco Rossi, della Promo PA Fondazione, ha illustrato il progetto “Trame di Lunigiana” che intende valorizzare la Lunigiana e i suoi Castelli, mettendo a sistema le risorse turistico-culturali del territorio. L’obiettivo è quello di creare una rete unica dei Castelli dando vita a un circuito virtuoso di occupazione sociale. «Perché il ‘petrolio’ della nostra terra non può che essere uno: il turismo, turismo che vuol dire valorizzare e rendere fruibili le molteplici bellezze che la nostra nazione possiede».

Si è poi entrati in una riflessione sul valore della Via Francigena con l’intervento di Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni sulla Via Francigena, che ha ricordato come questa antica Via sia “itinerario culturale del consiglio d’Europa. E questo significa, che è un percorso non regionale, non nazionale, ma europeo, simbolo di quei popoli che vogliono conoscere e confrontarsi con le altre culture. La Via Francigena è antica ma allo stesso tempo moderna poiché le persone vogliono camminare e praticare un turismo slow, conoscere i luoghi della storia e di vita degli altri popoli».(r.s.)

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