Sicurezza
Il Bar Bonotti: «Così rischiamo di chiudere»
Nel mirino un cartello ambiguo che di fatto ha allontanato i clienti: «Da giorni qui poche persone»
MONTIGNOSO. Cambia la viabilità per permettere i lavori alla nuova rotatoria sull’Aurelia, un’opera pubblica necessaria ma che sta mettendo a rischio una delle attività storiche del comune, il Nuovo Bar Bonotti, di Antonio Vannucci e della moglie Eugenia. Proprio loro, Antonio ed Eugenia che, soltanto qualche tempo fa, avevano deciso di dare un segnale forte alla cittadinanza, togliendo le slot machine dal loro bar, per non dover più vedere le persone rovinarsi la vita, ora rischiano di chiudere, e l’amministrazione in questi giorni appare sorda alle loro richieste. Il Nuovo Bar Bonotti ha due ingressi, il primo sull’Aurelia e il secondo in via Roma. Dal 26 gennaio, da quando cioè sono iniziati i lavori alla rotatoria, nel bar non entra quasi più nessuno: l’ingresso sull’Aurelia è difficile da vedere, non tutti si fidano ad infilarsi tra i cantieri, mentre quello di via Roma è completamente chiuso al traffico, perché l’intera arteria, all’altezza del cimitero, è stata transennata, per impedire il passaggio delle auto da monti verso mare. In realtà sulla transenna compare un foglio, un cartello in ciclostile, in cui c’è scritto che «l’ingresso in via Roma è consentito, in queste prime fasi dei lavori, ai residenti e alla clientela del bar», ma secondo il signor Vannucci è una indicazione inutile: «Ci hanno chiuso la strada prima ancora che iniziassero i lavori in via Roma- spiega- e già questo è inconcepibile. Abbiamo la strada chiusa quando potrebbe rimanere aperta, con un semaforo anche di mezzo minuto. Inoltre- continua- il cartello che permetterebbe l’ingresso ai clienti, solo per il bar, non si vede e dunque i cittadini che provengono dal paese, si trovano la strada sbarrata e cambiano direzione. Abbiamo perso un terzo della nostra clientela». La rotatoria sta già mietendo le sue prime vittime: «Se prima entravano 50 persone, ora non ne vediamo neanche sette- dice Vannucci- ho dovuto mandare a casa una ragazza che ci aiutava di mattina, perché non c’è lavoro da fare. Per adesso siamo in troppi anche solo io e mia moglie». Qualche incontro con l’amministrazione c’è stato, ma pare che i tecnici e i politici non abbiano saputo trovare al momento una soluzione per questa attività commerciale, “scaricando” le responsabilità sull’Anas, che di fatto sta prendendo tutte le decisioni in merito a cantieri e viabilità alternativa. Poi c’è anche l’incognita sui lavori finiti: «Nessuno sa- conclude Vannucci- se una volta terminata la rotatoria ne saremo avvantaggiati o svantaggiati. Il mio pensiero adesso è capire se riusciremo ad arrivarci a quel giorno, perché non so se riusciremo a resistere 4 mesi con questi ritmi».
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