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Gaia, tre milioni di debito nei confronti di 8 Comuni

Gaia, tre milioni di debito nei confronti di 8 Comuni

Sono conseguenze di mutui accesi dagli Enti prima dell’arrivo del Gestore unico. Fivizzano vanta crediti di 800.000 euro, Villafranca 778.000, Bagnone 413.000

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LUNIGIANA. Nei giorni scorsi il capitolo partite pregresse ha aperto una forte contestazione da parte dei cittadini nei confronti del Gestore Unico per gli aumenti in bolletta, stimanti in circa 30 centesimi al metro cubo. Il debito stimato nei confronti dei vari enti comunali si attesta intorno ai 42 milioni di euro e sono conseguenza di quei mutui accesi da quest’ultimi prima che entrasse in vigore un unico soggetto per l’intero apparato idrico.

I mutui servirono non solo per la manutenzione ordinaria, ma anche per quelli che vengono considerati investimenti, ovvero ammodernamenti e migliorie. Queste risorse impiegate sono state successivamente girate, all’atto di costituzione del Gestore Unico, al neonato soggetto, trasformandosi da debito a credito. Negli anni, non avendo mai messo mano a questa situazione, si è venuto a creare un aumento costante del debito pregresso sotto la spinta degli interessi passivi.

A oggi la situazione mostra un debito di Gaia nei confronti delle realtà comunali lunigianesi che hanno aderito a essa di oltre 3 milioni di euro, su un totale contabilizzato di oltre 42. Ad avere diritto a questi rimborsi sono: Bagnone (413.608 euro), Casola (242.460), Filattiera (196.781), Fivizzano (oltre 800mila euro), Fosdinovo (89mila), Licciana (365.565), Mulazzo (245.783) e Villafranca (778.651 euro). Cifre monstre per le piccole realtà lunigianesi, che rappresenterebbero una boccata d’ossigeno e la cancellazione di una voce debitoria a bilancio che da ormai troppo tempo continua a persistere. Gli Enti amministrativi hanno visto nel corso di questi anni diminuire le risorse che provengono dal Governo centrale, una situazione fortemente legata alla recessione, ecco perché il rifondamento di queste cifre che vengono contabilizzate, ma mai incassate, rappresenterebbero una boccata d’ossigeno e aprirebbero la strada ad investimenti sul territorio.

L’Autorità Idrica Toscana ha decretato che la risoluzione della posizione debitoria di Gaia non sia risolta in un’unica tranche, ma spalmandola su un periodo che va dal 2014 sino al 2018. Un periodo speculare anche per quanto riguarda l’affaire delle partite pregresse. In questi stessi cinque anni infatti la società pubblica ha fissato un piano di rientro che vada a coprire le sue uscite. Attraverso i conguagli si dovranno andare a recuperare 7 milioni nel 2014, 13 nel 2015, 8 nel 2016, 10 nel 2017 ed infine solamente 2,3 milioni nel 2018. La soluzione di più rate però sino ad ora non ha ancora portato alcuni benefici agli enti comunali. Quella del 2014 o non è stata pagata o se lo si è fatto è stato solo parzialmente, non soddisfacendo quindi quanto accordato in precedenza. Non si profila quindi una situazione facile e di breve risoluzione, anche perché dietro questi ritardi o pagamenti parziali c’è sempre lo spettro della crisi. L’esigenza delle famiglie di risparmiare ha indotto a un’uso più oculato della cubatura, in conseguenza di questo aumento della tariffazione. Un minore consumo significa, in termini economici per Gaia, una riduzione del fatturato. Si parla di quasi un milione di metri cubi in meno all’anno con una tendenza al rialzo nei prossimi anni se la recessione dovesse continuare a persistere. Se il trend si dimostrasse costante la domanda sorge spontanea: riuscirà il Gestore Unico a ripianare i debiti?

Cristiano Borghini

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