Il Tirreno

Ci sono altri due alloggi vuoti (e chiusi)

Ci sono altri due alloggi vuoti (e chiusi)

Quaranta case sono sgomberate e da ristrutturare prima della riassegnazione: in 15 lavori già in corso

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CARRARA. La buona notizia è che di case popolari vuote, e chiuse, ce ne sono soltanto tre. Quella della dentista (che come abbiamo spiegato nell’altro articolo ha riconsegnato le chiavi nelle ore scorse) e altre due. Alloggi i cui proprietari hanno obbedito all’ordine di sgombero lasciando però dentro ancora alcuni mobili. Da Palazzo comunale è arrivato il giro di vite e le chiavi, anche in questi due casi, dovranno essere riconsegnate agli uffici entro questa settimana. Non un giorno più in là. E intanto da palazzo civico vengono snocciolati i numeri sugli alloggi popolari che, nell’intero patrimonio, ammontano a 1.800.

Dal 2004 ad oggi ne sono stati liberati e riassegnati un centinaio. Mentre sono 40 le case popolari vuote, già liberate anche dal mobilio e dagli arredi, che devono essere ristrutturate prima di poter essere assegnate a nuovi inquilini in graduatoria.

Su 15 delle 40 case vuote ci sono già i lavori in corso: quindi la ristrutturazione è già partita a tutti gli effetti. Per le altre 25 i lavori devono invece ancora cominciare.

E per quel che riguarda il caso specifico, quello della casa popolare rimasta alla figlia (libera professionista sposata con un funzionario comunale) dopo la morte della madre, dall’ufficio del sindaco assicurano che il primo cittadino non sia stato informato della situazione. E il caso gli era invece stato presentato come uno dei tre alloggi popolari che, nonostante fossero vuoti, rimanevano ancora da liberare. Insomma un caso senza nome e cognome.

Intanto le segnalazioni su alloggi popolari adibiti a magazzini, non abitati cioè ma utilizzati per tenervi vecchi mobili, attrezzature varie e armadi, continuano. Alcune, proprio in queste ore, sono pervenute dai caseggiati popolari di Marina di Carrara. Anche in questo caso sono gli stessi condomini a denunciare case vuote ma, in realtà, trasformate in una sorta di depandance da parenti dei vecchi assegnatari o dagli stessi locatari che hanno trovato nuove sistemazioni. Segnalazioni che, così dicono gli inquilini che hanno informato il nostro giornale, sono state fatte al Comune, all’ufficio dell’assessore Massimiliano Bernardi che, lo ricordiamo, detiene la delega al sociale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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