Il Tirreno

Sfida dei falò a Pontremoli: le fazioni divise sul rogo più bello

di Riccardo Sordi
Il falò di San Geminiano
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Il falò di San Geminiano

San Geminiano entusiasta ma San Nicolò polemizza: «Non è bruciato in modo omogeneo»

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PONTREMOLI. Falò di San Geminiano il day after, mentre ancora l’enorme braciere naturale, sulla riva destra del torrente Verde, sta crepitando con gli ultimi tizzoni di brace che ancora resistono al freddo e alla pioggia, per le vie di Pontremoli incomincia già la classica riflessione del giorno dopo per provare a capire chi, tra i fuochisti del patrono e quelli di San Nicolò, si è aggiudicato la palma di vincitore dell’edizione 2015 della Disfida dei Falò.

Come sempre ognuna delle due parti tira l’acqua al suo mulino ed in effetti questa assenza di una giuria “terza” rispetto ai due contendenti fa sì che in pratica ognuna delle due fazioni si autoproclami vincitore andando a trovare (spesso ingigantendo) i difetti del falò avversario ed invece sia prontissimo a magnificare i meriti della propria pira dimenticando le mancanze o le imperfezioni.

Un gioco ormai vecchio come i falò stessi e che fa sì che entrambe le parti arrivino al primo di febbraio convintissime della vittoria. E così è stato anche quest’anno mentre dalle parte di San Geminiano i fuochisti del patrono definiscono il falò appena svoltosi «un trionfo – la pira era alta tredici metri e nonostante la pioggia e il forte vento le fiamme sono subito schizzate verso l’alto, con un fuoco che è durato costante ed una fiamma uniforme» dalle parte di San Nicolò arriva una secca bocciatura «la fiamma stava partendo anche abbastanza bene ma arrivata a metà un forte vento di tramontana l’ha spostata rischiando anche di dividere il falò in due tronconi – sostiene un tifoso di San Nicolò – poi la fiamma non è bruciata in modo omogeneo con una “bolla d’aria” nella parte rivolta a sud. Insomma vari errori anche legati alle difficoltà degli eventi atmosferici ma si sa che questi rappresentano fattori inevitabili nel “gioco” dei falò e noi negli ultimi due anni abbiamo dovuto realizzare la pira con condizioni meteo quasi proibitive eppure lo spettacolo a fine serata è sempre stato grandioso».

Ma l’appuntamento dei falò non è più solo una sfida ristretta alle due fazioni un campo, è divenuto uno spettacolo che sta coinvolgendo tanti turisti ed appassionati che hanno scoperto Pontremoli anche grazie a questa antica sfida. Lo ha testimoniato, tra i tanti, una coppia di giovani piacentini accovacciati sul greto del fiume, che contemplava il falò, ormai nella sua fase calante, quasi in trance.

«È stato davvero uno spettacolo straordinario- ci dicono all’unisono – ed è bello trovare tanta passione e tanti giovani che hanno voglia di mantenere viva una tradizione così bella ed antica. Ma oltre al falò siamo rimasti affascinati da Pontremoli, davvero un piccolo gioiellino che (e qui una piccola stoccatina) meriterebbe forse una maggiore valorizzazione». Ricordiamo inoltre che nel pomeriggio di sabato 31 gennaio sono state assegnate anche le civiche benemerenze dal sindaco Lucia Baracchini al Cai sezione di Pontremoli, all’istituto storico della resistenza Apuana e all’artista Luciano Preti. Cerimonia che si è svolta nelle sale dell’ex tribunale alla presenza del sindaco di Aulla, Silvia Magnani, del procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro, del comandante della stazione dei carabinieri di Pontremoli il capitano Giuseppe Loschiavo e del provveditore agli studi Luigi Sebastiani.

Presente in rappresentanza del comune di Modena, gemellata con Pontremoli nel nome del comune patrono San Geminiano, la consigliera Grazia Baracchi. Inoltre vi è stata la consegna di una pergamena ai dipendenti comunali andati in pensione nel 2014 e della Costituzione ai ragazzi che hanno compiuto 18 anni, gesto quest’ultimo particolarmente solenne perché a consegnare il testo base della nostra Repubblica vi era un personaggio storico come Nunzio Armanini l’unico pontremolese, ancora vivente, sopravvissuto alla deportazione nei campi di sterminio nazisti. Catturato a 16 anni insieme al fratellino, deportato in Germania nel campo di Gota, poi di Nister e ancora a Dusseldorf, liberato dagli americani alla fine della guerra. Durante la cerimonia il Comune ha ringraziato pubblicamente, tramite il sindaco Lucia Baracchini, 8 giovani che hanno contribuito alla realizzazione del progetto “Quoziente familiare Pontremoli”.

 

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