Il Tirreno

Minacciato dal nipote con un coltello puntato alla pancia

Alessandra Vivoli
Una pattuglia dei carabinieri
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Una pattuglia dei carabinieri

Massa, la testimonianza drammatica dello zio in tribunale: se non fossi scappato mi avrebbe squarciato la pancia

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MASSA. «Se non fossi scappato con quella lama mi avrebbe squarciato la pancia». Questa la testimoninanza drammatica in tribunale di uno zio anziano che, al culmine di una lite, una delle tante con i parenti, si è visto puntare un coltello da pane allo stomaco dal nipote. Nessuna ferita, solo una lieve escoriazione per la quale l’uomo, svenuto per lo choc, si è fatto rfertare in tribunale. Quello che resta è un processo per minacce aggravate e una tensione familiari che fra un fratello, le due sorelle e i nipoti, che va avanti da cinque anni.

Una faida familiare cominciata nel 2010 alla morte de capofamiglia. I tre fratelli pur vivendo nello stesso caseggiato hanno cominciato a litigare per questioni legate all'eredita. E i rapporti si sino incrinati in maniera irreparabile. Tanto che nel mirino di dispetti e ritorsioni sono finite pure le caldaie dei singoli appartamenti. «Alla mia caldaia - ha spiegato in aula davanti al giudice Congiusta lo zio che nel processo a carico del nipote si è costituito parte civile - ho dovuto mettere il lucchetto dopo che sono intervenuti ben due volte i carabinieri per i tentativi di manomissione».

L'episodio finito in tribunale e al centro di un processo per minacce prende le mosee proprio da quanto accaduto, nel febbraio del 2011, attorno a una delle caldaie della palazzina abitata interamente da parenti. «Mi chiamò mio figlio dicendo che le zie stavano armeggiando attorno alla sua caldaia - ha riferito il teste e parte civile al giudice - sono sceso di casa ed è arrivato anche uno dri miei nipoti figlio di una mia sorella. Abbiamo cominciato a discutere animatamente e ad un cero punto lui mi è venuto incontro con un coltello da pane in mano. La madre e la zia hanno cercato di fermarlo. Se non fossi scappato mi avrebbe squarciato la pancia. Io per lo spavento sono svenuto. Mi sono risvegliato al Pronto soccorso». «Il giorno dopo - ha proseguito nel suo racconto - c’era sanguie ovunque nel cortile perchè mio nipote si era ferito a una manocon il coltello con cui mi aveva minacciato».

Alla domanda dellìavvoctao difensore su quale tipo di coltello si trattasse e se non poteva essere un’arma giocattolo l’uomo fra le lacrime ha rispsoto: «Quello è uno dei coltelli che si regalano ai matrimoni, era un coltello vero, ho visto la lama da vicino. Avrebbe potuto uccidermi».
 

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