La protesta
Massa, sedici milioni l’anno per raccogliere e smaltire i rifiuti
L’amministratore di Asmiu Orlandi: «D’intesa con il Comune un piano per aumentare la raccolta porta a porta»
MASSA. Oltre 16 milioni di euro. È quanto spende ogni anno il Comune di Massa per la gestione dei rifiuti. Nonostante la raccolta differenziata sia ferma da tempo al 30%; una percentuale che rende il territorio il fanalino di coda della regione con standard simili a quelli dei comuni del sud. E allora dove vengono spesi questi soldi? E perché si spende tanto? Per rispondere alla prima domanda – di cui la risposta non è certo una novità – basta leggere le determine pubblicate in questi giorni per lo stanziamento delle risorse nel settore. Oltre 7,6 milioni di euro sono stati impegnati per il 2015,come previsto dal contratto di servizio del 2007 (incluso adeguamento Istat), per Asmiu, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti.
Di questi, poco più di 7,2 serviranno per lo svolgimento dei «servizi istituzionali», vale a dire raccolta e spazzamento, 374mila euro per i lavori di pulizia delle frazioni montane, 35mila euro per la disinfestazione.
Il budget di Asmiu – spiega l'amministratore unico, Federico Orlandi - «per il circa 65% viene speso per il personale, il restante nella manutenzione, nel materiale e nell'esternalizzazione dei servizi» e «non basta per ampliare la raccolta domiciliare», attiva solo nella zona di Romagnano, nelle grandi utenze per l'organico e nei due centri per il cartone. Incrementarla, vorrebbe dire aumentare il costo iniziale della raccolta ma abbattere quello del conferimento al Cermec. Conferire rifiuto indifferenziato costa infatti molto di più che conferire quello organico. Dal prossimo anno forse le cose cambieranno. Amministrazione e Asmiu stanno infatti elaborando un nuovo contratto di servizio (quello attuale è del 2007 e non è in linea con la normativa regionale) «che ci permetta di essere in linea con il nuovo piano straordinario. - spiega Orlandi - La Regione ci impone meccanismi e standard di raccolta differenziata che questo contratto di servizi non contempla». In altre parole: dal prossimo anno dovrà aumentare obbligatoriamente la raccolta porta a porta. Intanto però il Comune continua ad aver le mani legate con Cemerc.
Anche quest'anno infatti quasi 8 milioni di euro (per la precisione 7,8) sono stati stanziati per l'impianto di via Dorsale. Il punto è questo: la società è in concordato preventivo a causa di un debito di 23 milioni di euro (nel 2010) creato da anni di cattiva gestione (c'è anche un processo penale in corso). Il Comune di Massa è socio e ha l'obbligo di ripianare il debito, per questo paga cifre maggiorate rispetto agli enti pubblici e privati, per il conferimento dei rifiuti e del verde, per un totale di un milione di euro in più. Inoltre ogni anno il Comune destina 850mila euro, in base a una delibera del consiglio comunale del luglio 2011, direttamente al ripianamento del debito della società. In tutto quindi a Cermec arrivano quasi nove milioni di euro ogni anno.
«C'è un concordato preventivo e non possiamo non rispettarlo», chiarisce l'assessore al bilancio che poi aggiunge: «ripianare il debito significa riportare Cermec a lavorare a pieno regime e, di conseguenza, poter abbassare le tariffe adesso obbligatoriamente più alte».
Per diminuire le tariffe ed evitare che Cermec collassi l'impianto dovrebbe essere saturo di rifiuti. E in questo senso qualcosa si muove. «Stanno portando rifiuti anche da fuori provincia – ha riferito il presidente dell'azienda, Ugo Bosetti in commissione – e il debito è sceso a circa 17 milioni di euro. Questo perché stiamo seguendo il concordatario, cosa che non possiamo esimerci dal fare. Siamo costretti ad avere un bilancio in attivo e non possiamo quindi avere perdite».
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